Scoperto un nuovo nemico dell’AIDS

hiv 2' di lettura 03/04/2009 - Nuove speranze per combattere il virus dell’HIV, responsabile dell’AIDS, arrivano da una piccola molecola scoperta da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l\'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell\'Università di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta.

Si tratta di una molecola farmacologicamente attiva, in grado di bloccare l’infezione poiché diretta contro un ‘enzima cellulare’, a differenza della terapia attuale che si basa invece su farmaci diretti contro ‘enzimi virali’.

Il virus HIV è un parassita delle cellule umane, non essendo in grado di riprodursi al di fuori dell\'organismo infetto”, spiega Giovanni Maga dell’Igm-Cnr. “Come un vero predatore, il virus si introduce nella cellula colpita dall’infezione (solitamente un linfocita del sangue) e la ‘spoglia’ delle sue risorse nutritive ed energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi virioni. Al termine di questo processo di spoliazione, i nuovi virus escono dalla cellula, la quale, esaurite le sue energie, muore”.

All\'interno della cellula infetta il virus HIV prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, distogliendoli dalle loro normali funzioni e ‘obbligandoli’ a lavorare per produrre nuove particelle virali. “Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3”, spiega ancora il dr. Maga, “che normalmente interviene nella produzione delle proteine cellulari, facilitando il flusso di informazione genetica tra il nucleo (dove l\'informazione viene custodita) e il citoplasma (dove l\'informazione viene tradotta in nuove proteine). Il virus HIV si inserisce in questo ‘circuito’ e fa sì che DDX3 trasporti solo l\'informazione genetica virale, al fine di massimizzare la produzione di proteine virali a scapito di quelle cellulari. Quindi DDX3 è un cofattore essenziale per la riproduzione del virus all\'interno delle cellule umane”.

I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of Medicinal Chemistry dell\'American Chemical Society, dimostrano come il blocco dell\'azione di DDX3 causi l\'interruzione della replicazione virale nelle cellule infette dal virus HIV, senza danneggiare le cellule non infette, che, al contrario del virus, posseggono meccanismi in grado di compensare la perdita di DDX3.






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2009 alle 22:33 sul giornale del 03 aprile 2009 - 2013 letture

In questo articolo si parla di attualità, aids, simone baroncia





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