Posta certificata di stato, una bella idea ed un grande bluff

1' di lettura 26/04/2010 -

Da lunedì mattina è possibile richiedere, gratuitamente, un indirizzo di posta elettronica certificata (detta PEC) sul sito www.postacertificata.gov.it.
Un grande passo avanti per la pubblica amministrazione ma anche una grande occasione mancata.



La PEC, Posta Elettronica Certificata, è un sistema di posta elettornica sicura che ha la stessa validità legale di una raccomandata.
Da un lato la PEC, voluta dal precedente Governo Berlusconi, porta l'Italia all'avanguardia nel mondo in tema di posta certificata. Dall'altro la PEC è uno standard solo italiano.

Fornire gratuitamente a tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 18 anni un indirizzo di posta elettornica certificata è un'operazione coraggiosa da parte del Governo. Il servizio è stato realizzato tecnicamente da Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom.

Il grosso limite di questa iniziativa, certamente molto costosa per lo Stato (Il costo di mercato di una casella PEC è intorno ai 20€), è che gli indirizzi messi a disposizione dei cittadini non potranno comunicare tra loro ma solo con la pubblica amministrazione, e solo per un numero di messaggi limitato.

Nel primo giorno di Posta Certificata di stato non sono mancati i problemi, e molti non sono riusciti a completare la procedura di registrazione. Procedura che, una volta completata online all'indirizzo www.postacertificata.gov.it va conclusa presso un ufficio postale.






Questo è un editoriale pubblicato il 26-04-2010 alle 23:06 sul giornale del 27 aprile 2010 - 3660 letture

In questo articolo si parla di attualità, michele pinto, governo, posta elettronica certificata e piace a dragodargento





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