Ritrovato il cadavere di Sarah Scazzi: lo zio confessa l'omicidio

3' di lettura 30/11/-0001 -

E’ stato recuperato mercoledì notte il corpo di Sarah Scazzi, al termine di una lunga e difficoltosa ricerca nel podere dello zio della 15enne che, dopo quasi 12 ore di interrogatorio, ha confessato l’omicidio nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri.



Il corpo di Sarah era in una buca piena d’acqua, profonda 80 centimetri, e secondo la versione dell’uomo, era stata trasportata lo stesso giorno dell’omicidio, che sarebbe avvenuto nel garage attiguo alla sua abitazione. L’uomo, che è accusato di omicidio volontario aggravato dalla minore età della vittima, è il padre di Sabrina, la cugina con cui Sarah, il giorno della scomparsa, il 26 agosto scorso, doveva andare al mare.

M. di 53 anni, sottoposto a un lunghissimo interrogatorio iniziato ieri mattina nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Taranto, alla fine ha confessato di aver ucciso la nipote. Da indiscrezioni risulta che l’uomo avrebbe detto di aver strangolato da dietro la nipote uccidendola e poi l’avrebbe violentata. “Allo stato attuale non ci sono altri indagati ma ulteriori aspetti di indagine sono degni di approfondimento”, ha detto il procuratore Sebastio che ha subito chiarito che “il verbale di interrogatorio è stato secretato”. Il cadavere, ha spiegato il procuratore, è stato ritrovato in una cisterna interrata per la raccolta di acque piovane che ha un passaggio largo poche decine di centimetri, ricoperto di foglie e pietre, in modo tale da non poter essere visto a occhio nudo e neanche individuato calpestandolo. Le operazioni di recupero sono durate molte ore. Era stato l’uomo a ritrovare il cellulare della ragazza senza batteria e scheda sim, il 29 settembre, a oltre un mese dalla scomparsa, in un uliveto di contrada ‘Tumani’ non lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere. Era stato lo stesso a indicare agli inquirenti il casolare e il terreno di sua proprietà all’interno del quale si trova il pozzo nel quale è stato ritrovato il cadavere.

L’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio volontario. La mamma di Sarah, Concetta, ha appreso della notizia durante un drammatico collegamento in diretta con la trasmissione Rai ‘Chi l’ha visto'’ che veniva effettuato proprio da casa del presunto assassino a pochi metri dal garage, attiguo alla villetta, dove sarebbe avvenuto l’omicidio forse nel corso di un tentativo di violenza sessuale. Ma questo saranno gli esami e le indagini successivi a stabilirlo. Concetta, insieme alla sorella Emma, ”ha passato tutta la notte nella sua abitazione davanti a un tavolino in attesa di notizie dimostrando una grande dignità”, riferisce all’Adnkronos l’avvocato Walter Biscotti, uno dei due legali della famiglia Scazzi. Della notizia sono stati informati sia il padre che il fratello di Sarah che si trovano a Milano per motivi di lavoro.

”Il ritrovamento del telefonino è stato quasi un modo per dire ‘venitemi a prendere’, una sorta di messaggio per farsi scoprire da parte di chi non ce la fa più a mantenere un segreto”, ha detto ancora Biscotti. ”Ovviamente questa è la mia opinione da avvocato – precisa – ma di casi simili ne sono successi altri. Evidentemente non ce la faceva più a mantenere quel segreto e una parte di sé e della sua coscienza è venuta fuori. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ha tirato fuori il telefonino peraltro gettato lì poco prima del ritrovamento”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 ottobre 2010 - 519 letture

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