Migliaia di coppie fuggono all'estero per fare figli

2' di lettura 28/03/2012 - Sono sempre di più le coppie che scelgono di recarsi all'estero per inseguire il sogno di un bambino: oltre 4.000 coppie solo nel 2011. Questo il dato divulgato grazie alla quarta indagine dell'Osservatorio sul turismo procreativo, presentata mercoledì a Roma.

Lo studio rivela che circa il 50% ha deciso di affidarsi alle strutture straniere, optando per la fecondazione eterologa che in Italia è vietata. L’altra metà invece, pur scegliendo tecniche possibili nel nostro Paese, si è recata comunque in terra straniera.


La ricerca ha contato le richieste contattando i principali centri che forniscono questo servizio: 33 strutture/agenzie in 7 Paesi (Stati Uniti, Ucraina, Armenia, Georgia, Grecia, Russia e India). Sulla base delle risposte, nel 2011 sono state almeno 32 le coppie italiane che hanno richiesto la maternità surrogata. Nel dettaglio, 18 si sono rivolte alla Russia, 9 all’Ucraina, 5 a Georgia-Armenia.

In attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sul divieto di fecondazione eterologa fissato dalla legge 40, prevista per fine maggio, gli aspiranti genitori vanno all’estero soprattutto per questo trattamento. Le mete più gettonate si confermano la Spagna, dove circa 950 pazienti italiani si sono rivolti a otto centri per la donazione di gameti, maschili e femminili, e di embrioni; la Svizzera (630) e Repubblica Ceca (204). Ma in questi Paesi i nostri connazionali vanno anche per sottoporsi a trattamenti omologhi, permessi dalla legge 40 e che, dunque, potrebbero ricevere anche in Italia.

Nonostante la sua portata, il fenomeno del turismo procreativo non è oggetto di frequenti indagini istituzionali a livello nazionale o europeo. Uno studio del 2010, apparso su Human Reproduction, stimava in un numero compreso tra 3500 e i 4500 gli italiani che decidono di affrontare un viaggio alla ricerca di un figlio. Da notare che fra i 6 paesi presi in considerazione, l’Italia risultava essere quello più colpito dal turismo procreativo.






Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2012 alle 15:26 sul giornale del 29 marzo 2012 - 1704 letture

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