Algeria: blitz dell'esercito contro i rapitori, strage di ostaggi

algeria 1' di lettura 17/01/2013 - Si è concluso con un massacro l'operazione militare condotta dall'esercito algerino per tentare di liberare le persone sequestrate mercoledì dai ribelli islamici nel sito petrolifero di In Amenas, nel sud est del paese.

Sarebbero una trentina gli ostaggi (di cui sette stranieri) e 15 i sequestratori uccisi durante il raid aereo. Tra di essi ci sarebbe anche il leader del commando Abou Al Bara. Lo riferiscono l'agenzia mauritana Ani e Al Jaazera. Ma sulle cifre regna il caos. L'agenzia nazionale algerina Aps riporta la versione dell'esercito, che avrebbe liberato quattro ostaggi stranieri e circa 600 ostaggi algerini, mentre nelle mani dei terroristi di Al Quaida ci sarebbero ancora decine di occidentali. Secondo la tv algerina invece circa 200 algerini sarebbero riusciti a fuggire approfittando proprio dei bombardamenti, mentre 25 occidentali sarebbero stati liberati.

Le autorità algerine, per bocca del ministro della Comunicazione Mohand Said, hanno fatto sapere che il blitz è scattato perché i terroristi hanno cercato di fuggire dalla base petrolifera assieme agli ostaggi. L'operazione, ha aggiunto il ministro, ha permesso di eliminare un gran numero di terroristi, con cui non ci sarà mai alcun negoziato. "Ciò che succede in Algeria - ha affermato il presidente francese Francois Hollande - giustifica ancora di più la decisione della Francia di andare ad aiutare il Mali". Il premier inglese David Cameron ha espresso irritazione per non essere stato avvertito preventivamente dell'iniziativa militare algerina.

Attraverso il portavoce Jay Carney, la Casa Bianca ha condannato duramente l'attacco terroristico nell'impianto algerino di estrazione del petrolio, ed ha fatto sapere di aver chiesto chiarimenti al governo del paese africano in merito ai cittadini americani coinvolti.






Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2013 alle 20:42 sul giornale del 18 gennaio 2013 - 2119 letture

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