Come scegliere l'uovo di pasqua? Gli esperti e i degustatori del settore ce lo rivelano

9' di lettura 03/04/2021 - L’uovo di cioccolato è, insieme alla colomba, una tradizione quasi irrinunciabile da portare a tavola al termine dei pranzi delle festività pasquali. Non solo i bambini attendono con ansia queste golosità dolciarie, ma anche i più grandi si lasciano volentieri sedurre da queste delizie e dalla curiosità delle sorprese nascoste all’interno.

C'è solo l'imbarazzo della scelta: la variegatezza delle offerte che i marchi propongono è sempre elevata. In tema di uova pasquali i prodotti cercano di soddisfare i gusti più disparati: uova al cioccolato al latte, al cioccolato fondente, al cioccolato bianco, le uova nocciolate, quelle mandorlate, quelle senza lattosio, quelle vegan e tante altre preparazioni particolari. I consumatori hanno la possibilità di effettuare la loro scelta in base al tipo di cioccolato che preferiscono e al proprio budget, tuttavia, di fronte a un’offerta così ampia di prodotti, è naturale domandarsi da cosa dipenda realmente il prezzo di vendita delle uova di cioccolato e quali siano le caratteristiche che distinguono i prodotti di qualità eccellente da quelli meno "nobili".

Secondo un'indagine condotta dagli esperti del portale italiano "QualeScegliere.it", (specializzato nel testare i prodotti in commercio), "osservando le uova di Pasqua esposte sugli scaffali del supermercato, avrete sicuramente notato che il costo di questi prodotti dolciari può variare notevolmente da un marchio all’altro. In linea generale, per le uova di cioccolato industriali il prezzo di vendita parte da circa 3 € per arrivare a raggiungere anche più di 30 € a uovo. Al prezzo di vendita di un uovo di cioccolato, in realtà, contribuiscono svariati fattori. Una delle prime variabili in gioco riguarda la lista degli ingredienti e, in particolare, le percentuali di cacao, grassi, zuccheri ed eventuali aromi o additivi che troviamo nella composizione. In generale, un elevato quantitativo di cacao e una lista di ingredienti relativamente ridotta indicano che il cioccolato dell’uovo in questione è pregiato e di alta qualità. In questo caso, quindi, assisteremo a un aumento del prezzo finale del prodotto. Il prezzo di un uovo di cioccolato, poi, è determinato naturalmente anche dal suo peso: la maggior parte delle uova di Pasqua industriali attualmente reperibile in commercio ha misure variabili, che vanno dai 150 ai 320 grammi circa; come si può facilmente intuire, maggiore sarà il peso dell’uovo e, dunque, la quantità di ingredienti utilizzati per produrlo, maggiore sarà il suo costo finale".

Ovviamente, il prezzo finale delle uova pasquali "non è definito unicamente dalla qualità e quantità di materie prime impiegate nella produzione. Anche il tipo di sorpresa che troviamo all’interno, infatti, gioca un ruolo determinante. Le uova di Pasqua dedicate ai più piccoli, per esempio, puntano ogni anno sulle ultime tendenze nel mondo giovanile, proponendo giocattoli e gadget a tema dedicati in particolare ai personaggi dei cartoni animati o dei film più amati del momento e alle principali squadre di calcio. Questo significa che le aziende produttrici dovranno affrontare un ulteriore costo oltre al semplice costo di produzione della sorpresa: quello della licenza, necessaria nel momento in cui si utilizza un marchio famoso o si cita un personaggio noto. Alcuni marchi scelgono invece di fare della sorpresa l’argomento di vendita dei loro prodotti, puntando non su gadget e accessori a basso costo, bensì su oggetti firmati (come ad esempio le uova Bauli Grandi Firme), articoli di bigiotteria o buoni regalo. Altri brand, - sottolineano poi gli esperti del portale - oltre alla classica sorpresa offrono un doppio regalo includendo dei cioccolatini della stessa linea (si pensi alle uova che contengono Lindor, Ferrero Rocher o Baci Perugina). Una volta individuati i principali fattori che incidono sulle dinamiche del prezzo, orientarsi nella scelta sarà sicuramente più semplice. A prescindere da quale sia il vostro budget è però importante fare alcune considerazioni sulla qualità degli ingredienti, aspetto molto spesso trascurato ma che dovrebbe essere sempre preso in considerazione quando si effettua questo tipo di acquisto".

Quando si acquista un uovo di Pasqua si tende a basare la propria scelta principalmente sul tipo di cioccolato e sul prezzo, spesso affidandoci a un marchio già conosciuto senza chiederci veramente se gli ingredienti utilizzati siano di buona qualità. Leggere l’etichetta alimentare - dicono gli esperti - è però un consiglio valido sia per le uova di Pasqua che per qualsiasi altro prodotto dolciario, poiché il rischio di consumare inconsapevolmente grandi quantitativi di zuccheri e grassi poco salutari è molto alto.

Per lo staff di "conoscitori" di QualeScegliere.it, vi sarebbero tre elementi a cui fare attenzione sull’etichetta: "la percentuale di cacao (la quantità di cacao varia a seconda del tipo di cioccolato ed è regolamentata sin dal 1973 da una direttiva dell’Unione Europea. Più questo valore è alto, più pregiata sarà la qualità dell’uovo); l'aggiunta di grassi (il burro di cacao conferisce alla cioccolata la sua distintiva cremosità, tuttavia, spesso i produttori utilizzano altri grassi vegetali che alterano il sapore e la consistenza del prodotto); il contenuto di zuccheri (questa percentuale è maggiore nelle uova di cioccolato al latte piuttosto che fondente. Il limite massimo consentito dalla legge è del 55%, ma idealmente questa cifra dovrebbe essere quanto più bassa possibile)".

Nel dettaglio, quali sono gli ingredienti più utilizzati nella produzione delle uova di Pasqua? L'indagine li evidenzia: "La pasta di cacao è forse l’ingrediente più importante, poiché determina l’aroma e le caratteristiche principali del cioccolato. Idealmente, dovrebbe trovarsi al primo posto nella lista. Il Burro di cacao, naturalmente presente nei semi di cacao, questo grasso insapore viene aggiunto al composto per renderlo più morbido, cremoso e piacevole al palato. Lo zucchero il saccarosio è un ingrediente fondamentale per ridurre le note amare del cioccolato. La lecitina: questa sostanza insapore, estratta dalla soia o dal tuorlo d’uovo, viene utilizzata come emulsionante, in genere per risparmiare sulla quantità di burro di cacao. Il cioccolato arricchito da lecitina, dunque, è più economico, ma non è detto che il suo sapore e le sue caratteristiche vengano compromesse. L’estratto naturale di vaniglia, che rende il cioccolato più profumato e aromatico. (Meglio evitare, invece, le formule che contengono vanillina, ovvero il suo equivalente artificiale, oppure uova le cui etichette contengono dei generici “aromi”). I grassi vegetali: la normativa europea vigente consente di aggiungere grassi vegetali come olio di palma, burro di karité o burro di cocco fino al 5% degli ingredienti totali.

Per quello che concerne le uova di cioccolato al latte, l’attuale normativa dell’Unione Europea stabilisce che, per essere considerato tale, deve essere composto almeno per il 25% da cacao, per il 14% da latte, panna o altri derivati del latte, e per il 25% da grassi (burro di cacao e altri), mentre lo zucchero aggiunto non deve superare il 55%. Il latte utilizzato è nella stragrande maggioranza dei casi latte vaccino e più raramente di capra o di pecora. Talvolta, la denominazione di vendita “cioccolato al latte” è impreziosita da espressioni o diciture relative a criteri di qualità, per esempio superiore, fine, finissimo o extra. Questo significa che, rispetto alla ricetta di base, il contenuto degli ingredienti principali è stato aumentato, per cui troveremo almeno il 30% di cacao e il 18% di latte o suoi derivati. Consigliamo invece di diffidare dai prodotti a base di “cioccolato comune al latte”, poiché saranno composti da una percentuale di cacao inferiore al 25%.

Quelle di cioccolato fondente invece, si distinguono per un aroma intenso e deciso. Spesso le note amare non incontrano il gusto dei bambini, ma sono molto apprezzate dai più grandi e dagli intenditori. A differenza del cioccolato al latte, quello fondente dovrebbe contenere unicamente pasta di cacao, burro di cacao e zucchero; spesso, come nel caso del cioccolato al latte, vengono aggiunti lecitina e vaniglia (o altri aromi). Perché il cioccolato fondente possa essere considerato di buona qualità, il contenuto di cacao deve arrivare almeno al 35%, di cui almeno il 18% di burro di cacao. Anche in questo caso, poi, possiamo trovare diciture particolari. Ad esempio, si parla di fondente extra quando il contenuto di cacao è non meno del 45%, di cui almeno il 28% è burro di cacao.

Per le uova di cioccolata bianca, l’assenza di pasta di cacao, porta gli intenditori a snobbare questa variante, tuttavia esistono molti estimatori che, noncuranti dell’eterna diatriba sulla superiorità del cioccolato fondente rispetto a quello al latte, continuano a preferire il cioccolato bianco anche quando acquistano il proprio uovo di Pasqua. La ricetta deve contenere almeno il 20% di burro di cacao, il 14% di materie solide derivate dal latte (intero, scremato, parzialmente scremato o panna, e fino al 3,5% di burro) e massimo il 55% di zuccheri. Anche in questo caso, attenzione però a leggere bene l’etichetta. Il rischio, quando si acquista un uovo al cioccolato bianco, è la presenza di oli vegetali, in particolare l’olio di palma, e l’elevato quantitativo di zuccheri.

Tra le uova particolari, le nocciolate, come pure le mandorlate e le uova al pistacchio, sono divenute sempre più popolari negli ultimi anni, soprattutto tra gli adulti, al punto da contendere il primato alle tanto amate uova di cioccolato al latte. In base alla direttiva europea, le uova alle nocciole devono contenere almeno il 32% di cacao e, per 100 grammi di prodotto, minimo 20 grammi di nocciole macinate e massimo 40. A questi due ingredienti può essere aggiunto un 5% di sostanza solida del latte e altre varietà di noci intere o a pezzi, purché il loro peso, sommato a quello delle nocciole tritate, non superi il 60% del peso totale del prodotto.

Per gli esperti di QualeScegliere.it, la scadenza delle uova di Pasqua non è diversa da quella della tradizionale cioccolata in barretta. Le uova al cioccolato fondente possono infatti essere conservate fino a 2 anni dopo l’apertura, quelle al cioccolato al latte fino a 1 anno e quelle al cioccolato bianco per 4-6 mesi. L’importante è mettere la cioccolata in un sacchetto a chiusura ermetica e assicurarsi di fare uscire quanta più aria possibile. Una volta sigillato il sacchetto, posizionatelo all’interno di un luogo fresco e asciutto, ma soprattutto lontano dalla luce. Ad eccezione dei mesi estivi, la dispensa è da preferire al frigorifero per evitare che il cioccolato assorba gli odori di altri cibi e che l’umidità del frigo faccia salire lo zucchero in superficie, causando la tipica discolorazione della cioccolata.






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2021 alle 10:53 sul giornale del 06 aprile 2021 - 311 letture

In questo articolo si parla di attualità, roma, lazio, articolo, Antonello Staccioli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bVV1