Esattamente 700 anni fa, a Ravenna, la morte di Dante Alighieri

2' di lettura 14/09/2021 - Esattamente 700 anni fa, la notte fra il 13 e il 14 settembre 1321, a Ravenna moriva Dante Alighieri, il Poeta per antonomasia, lo scrittore, umanista, filologo, politico e teorico della politica che già da vivo godeva d'altissima fama, e dopo la morte sarebbe assurto, con l'immortale capolavoro della "Divina Commedia", ad uno dei simboli dell'Italia nel mondo. Nella natìa Firenze e in altre città toscane, a Ravenna, appunto, e a Roma (dove Dante si trovava in ambasciata presso il Papa, nei primi mesi del 1302, quando in contumacia fu condannato all'esilio da una Firenze faziosa e in preda alle lotte intestine), sono in programma svariate iniziative, per celebrare degnamente l'anniversario.

Ma perchè l'Alighieri si trovava a Ravenna? Dopo aver a lungo soggiormato a Verona, presso l'amico Cangrande della Scala, leader dei ghibellini ,nel 1318 Dante aveva accettato l'altra offerta di ospitalità da parte di Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna. Gli ultimi tre anni di vita trascorsero relativamente tranquilli nella città romagnola, durante i quali Dante creò un circolo letterario frequentato dai figli, Pietro e Jacopo, e da alcuni giovani letterati locali. Per conto del signore di Ravenna svolse anche occasionali ambascerie politiche, come quella che, nella tarda estate del 1321, lo condusse nella Serenissima, per scongiutare il pericolo d'una possibile guerra tra Venezia e Ravenna.

L'ambasceria di Dante ebbe buoni effetti per la sicurezza di Ravenna, ma fu fatale al poeta: che, di ritorno dalla città lagunare, contrasse la malaria mentre passava dalla paludosa Comacchio. Le febbri portarono velocemente il poeta cinquantaseienne alla morte, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321: I funerali, in pompa magna, furono officiati nella chiesa di San Pier Maggiore (oggi San Francesco) a Ravenna, alla presenza delle massime autorità cittadine e dei figli. La morte improvvisa di Dante suscitò ampio rammarico nel mondo letterario. non solo italiano (nelle sue peregrinazioni, il poeta anni prima era stato anche a Parigi).

Dante trovò inizialmente sepoltura in un'urna di marmo posta nella chiesa ove si tennero i funerali. Quando Ravenna passò poi sotto il controllo di Venezia,, il podestà Bembo (padre del ben più celebre umanista Pietro) ordinò all'architetto Pietro Lombardi, nel 1483, di realizzare un grande monumento che ornasse la tomba del poeta. Ma tornata la città, al principio del '500, allo Stato Pontificio, legati papali trascurarono le sorti della tomba di Dante, la quale cadde presto in rovina.Tutto questo, avrebbe spinto poi il cardinale legato Valenti Gonzaga,. nel 1780,a incaricare l'architetto Camillo Morigia di progettare il tempietto neoclassico, di sereno stile palladiano, tuttora visibile, nel centro di Ravenna.






Questo è un articolo pubblicato il 14-09-2021 alle 07:13 sul giornale del 15 settembre 2021 - 166 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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