“Le Iene”, Macrì e il giallo del “Bomb Jammer”

4' di lettura 22/09/2021 - Per puro caso, mi è capitato di leggere un articolo del Codacons del maggio 2021 (https://www.codaconsicilia.it/bomb-jammer-falcone-borsellino-salvare/), dove si parla di un dispositivo di sicurezza particolare, chiamato “Bomb Jammer”, che piazzato in una auto, bloccherebbe (usiamo il condizionale) l’azione del telecomando a distanza per gli esplosivi e quindi annullerebbe la possibilità di far saltare un’auto con installato, un dispositivo del genere.

La cosa mi ha colpito in modo particolare per due motivi: Il primo è che lo stesso Codacons ha depositato un esposto denuncia alle procure di Palermo e Caltanissetta, per sapere: “Se il “Bomb Jammer” fosse stato installato sulle auto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si sarebbero potute evitare le stragi del 1992? Era vero che questo dispositivo, era già in uso in quegli anni in Italia ed era installato anche sulla macchina di Antonio Di Pietro?” Perché secondo due esperti di sicurezza sembra che addirittura l’esistenza di questo dispositivo risalga agli anni 70 e 80.

E che sempre dalle testimonianze raccolte, risulterebbe che tale dispositivo di sicurezza fosse installato nell’autovettura del magistrato Antonio Di Pietro e che colui che di queste installazioni era esperto, e che proprio sull’autovettura del magistrato del pool di Mani Pulite aveva provveduto a tale installazione, venne inviato a Palermo nel 1991, poco prima delle stragi, con il proposito di utilizzare ed installare questo dispositivo su altre auto di magistrati, ma che ricevette la risposta di non disturbare, poiché vi erano altre ditte che si occupavano di sicurezza.

Questa tesi è stata ribadita dai due esperti, in un servizio delle “Iene”, andato in onda un po’ di tempo fa, lo stesso servizio in cui il Dott. Di Pietro, interrogato a proposito, si rifiutava di rispondere ai giornalisti delle “Iene”, scappando via. Allora mi sono ricordato che di questa cosa, me ne aveva accennato brevemente una persona che io conosco da un po’ di tempo e che ho intervistato qualche giorno fà, ma per motivi elettorali, dato che è candidato in una lista a Spoleto, per le elezioni amministrative che si terranno il 3 e il 4 ottobre. Si tratta di Francesco Macrì, grande esperto in tema di sicurezza, con cui mi sono subito messo in contatto, per fargli qualche domanda su questa intricata e misteriosa vicenda. Ecco il risultato di questa chiacchierata.

Buongiorno Sig. Macrì, volevo chiederle degli esposti del Codacons depositati presso le procure di Palermo e Caltanissetta, dopo il servizio andato in onda delle “Iene”, riguardante il “Bomb Jammer”, dove appare sempre più chiaro che sia il Dott. Falcone, che il Dott. Borsellino furono vittime di una “mancata” fornitura del sistema di sicurezza in questione. Quel dispositivo di cui lei da anni parlava, quale esperto di questi dispositivi elettronici, tanto da scriverci anche un libro.

Ma guardi, oggi più che mai sono convinto che dietro questa vicenda, anzi questo scandalo di stato, si nasconde qualcosa di davvero abnorme; per anni mi sono battuto per far conoscere all’ opinione pubblica che Falcone e Borsellino sono state vittime entrambi di un potere occulto, pericoloso e direi tutt’ora molto operativo. Tanto che sia una certa magistratura, sia una certa parte politica/mediatica, e sia un certo attivismo politicizzato ci ha fatto credere per anni che la collocazione di questo potere sia nel Centrodestra italiano.

Come mai si esprime in questi termini, pensa che la reale collocazione di questo “centro occulto”, come lo chiama lei, sia da un’altra parte?

Guardi credo che questa torbida vicenda sia arrivata, a mio giudizio, ad uno snodo cruciale, e spero che sia la magistratura a fare finalmente luce, proprio in relazione agli esposti presentati dal Codacons, dopo la scottante trasmissione televisiva delle Iene; mi permetta soltanto di esprimere questa mia opinione personale però : come Lei sa sono in campagna elettorale a Spoleto e sarebbe troppo facile e strumentale puntare il dito verso una sinistra corresponsabile in questi anni di un assordante silenzio, come si usa dire, su questa incredibile vicenda, vicenda che ripeto ha intrapreso finalmente la strada giusta. Quello che posso sicuramente dire è che, dopo quella trasmissione, il sottoscritto ha rilasciato una lunga intervista alla redazione delle Iene, a Roma, dove ho prodotto documenti e informazioni a supporto della loro inchiesta che, udite udite, non é mai stata trasmessa. Qui mi fermo, ma le prometto che terminata questa tornata elettorale, se lo vorrà, rilascerò al suo giornale un’intervista esclusiva su tutta questa vicenda.

Scusi sig. Macrì, un attimo, lei mi sta dicendo che ha supporto delle sue tesi, ha documenti comprovanti quello che sta dicendo?

Affermativo.

Mi perdoni Sig. Macrì, ma se lei come mi sembra di capire, parla di certe responsabilità della sinistra italiana, come mai la sua intervista è stata praticamente censurata dalle reti Mediaset?

Confermo un no comment di natura “elettorale”, ma la saluto con una semplice domanda: Lei è proprio convinto, che le redazioni Mediaset siano tutte sotto il controllo dell’editore? Grazie!






Questa è un'intervista pubblicata il 22-09-2021 alle 15:04 sul giornale del 23 settembre 2021 - 802 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, intervista, Danilo Bazzucchi

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