Mercato auto Europa, gennaio apre anno in calo, il più basso da 22 anni

7' di lettura 17/02/2022 - ROMA (ITALPRESS) – In Europa il 2022 apre il mercato dell’auto con il volume di immatricolazioni più basso da almeno 22 anni, in lieve calo rispetto a gennaio 2021, che a sua volta aveva già perso 1/4 dei volumi sull’anno precedente, e a -33% rispetto al 2019, ultimo anno pre-Covid.

Nei 30 Paesi europei (UE+UK+EFTA), con 822.423 immatricolazioni, si registra un calo del 2,4% rispetto alle 842.670 unità di un anno fa. L’ACEA, l’Associazione dei costruttori europei, nei giorni scorsi ha previsto per il 2022 un mercato da 10,5 milioni di immatricolazioni, con un incremento del 7,9% sul 2021: un ritorno alla crescita – dopo due anni di caduta – insufficiente per coprire le perdite del periodo pandemico, rispetto al quale ci sarebbe ancora un deficit di circa il 20%. L’andamento del mese è abbastanza differenziato tra i vari Paesi , con alcuni dei maggiori mercati che spiccano, rispetto alla media, per perdite a doppia cifra. Fra questi sono comprese sia l’Italia, che con un crollo di quasi il 20% registra il peggiore gennaio degli ultimi 38 anni, sia la Francia, con un calo leggermente inferiore: sorpassate dal Regno Unito, entrambe scivolano di una posizione, rispettivamente al terzo e quarto posto, nella graduatoria dei volumi assoluti.

Resta stabile invece il volume di immatricolazioni in Spagna, che tuttavia registra il secondo peggior risultato per questo mese dal 2000. Performance positive, invece, per i primi due della classifica, Germania e Regno Unito, che seppur in crescita rimangono comunque lontani dai livelli pre-Covid.

“L’Italia – ricorda il Direttore Generale dell’UNRAE Andrea Cardinali – continua ad essere l’unico fra i Major Market a non prevedere per il 2022 sostegni alla domanda di veicoli a zero o bassissime emissioni”. Per l’anno in corso, infatti, la Germania ha stanziato 2,1 miliardi di euro di incentivi, la Francia 1,25 miliardi, la Spagna 619 milioni, mentre il Regno Unito ha messo in bilancio 2,5 miliardi fra incentivi all’acquisto e investimenti in infrastrutture per il periodo 2022-2025.

“Per sostenere consumatori e aziende nel passaggio alla nuova mobilità – afferma Cardinali – è assolutamente necessario rinnovare almeno per il triennio 2022-2024 lo schema di incentivi per le vetture in essere fino allo scorso anno: uno strumento che ha dimostrato nei fatti di aiutare l’ambiente, anche rinnovando il parco circolante. Parallelamente è fondamentale prevedere una capillare infrastrutturazione del Paese, anche con punti di ricarica ad alta potenza, tramite un cronoprogramma dettagliato per l’investimento dei fondi stanziati con il PNRR”.

“Allo stesso tempo – aggiunge – è necessario avviare una complessiva riforma fiscale sul settore, in particolare per le auto aziendali a bassissime emissioni, a sostegno delle imprese italiane oggi penalizzate rispetto agli altri Paesi europei, che possono fare invece da volàno per la transizione energetica”.

Senza incentivi, crolla la penetrazione di auto “alla spina” in Italia, all’ultimo posto fra i Major Markets. In gennaio la quota di BEV e PHEV è rispettivamente del 3,4% e 5%, rispetto al 10,6% e 8,8% degli altri 4 MMs. BEV e PHEV insieme valgono il 21,6% del mercato in Germania, il 20,4% nel Regno Unito, il 17,6% in Francia e l’11,8% in Spagna. L’Italia mantiene la prima posizione in termini di penetrazione di auto ibride HEV, grazie agli incentivi della fascia 61 – 135 g/Km e alla indipendenza dalle infrastrutture di ricarica.

In Francia le vendite di auto in gennaio archiviano una caduta del 18,6% rispetto a gennaio 2021, con 102.899 immatricolazioni contro le 126.380 di gennaio 2021.

Rispetto agli ultimi mesi, si registrano emissioni di CO 2 con livelli leggermente più alti ma comunque in calo rispetto a un anno fa con 106,6 g/Km. A descrivere questo risultato, sul fronte delle alimentazioni, perde il 31,5% il benzina, che passa a una quota del 37,7% con 378.752 vendite, in perdita anche il diesel che, con 18.868 veicoli, scende al 18,3% dal 25,3% di un anno fa, mentre guadagnano oltre 7 punti percentuali le ibride (al 29,7% di quota, di cui il 7,7% alle auto plug-in) grazie alle oltre 30.000 vetture registrate, e aumentano di quasi 5 p.p. le elettriche che sfiorano il 10% di rappresentatività con 10.217 immatricolazioni.

La Germania apre il 2022 con una crescita dell’8,5% rispetto a gennaio 2021: 184.112 vendite contro 169.754, ancora lontano dai livelli pre-crisi, visto che si stanno registrando circa 1/5 in meno di nuove immatricolazioni rispetto al 2020 e al 2019. Si confermano aspettative di ripresa nel corso dell’anno, visto il portafoglio ordini molto elevato, tuttavia molto dipenderà dalla capacità di consegna. Dall’analisi per canale di vendita si evince un mercato privati in aumento del 32% con circa 64.500 veicoli, in ripresa rispetto al crollo di inizio 2021, ora la 35% di quota, a fronte delle immatricolazioni a persone giuridiche che perdono l’1,1% e si attestano al 65% di quota con 119.485 unità. Le emissioni di CO2 perdono l’1,7% e scendono a 123,8 g/Km. In questo inizio anno sono altalenanti le performance delle varie motorizzazioni: in aumento il benzina (+7,2%) con un 36,7% di quota, le BEV (+28,1% e una quota dell’11,3%) e le ibride (+41,7%) al 19,1%) di quota, le plug-in calano dell’8,2%, poco sopra il 10% del mercato, mentre segnano un’impennata delle vendite il GPL (oltre il 360%) con una quota che sfiora l’1%. In calo il diesel (-10,4%) ora al 21,6% di share.

Il 2022 nel Regno Unito si apre con un incremento del 27,5% delle immatricolazioni di autovetture nuove rispetto al gennaio 2021: 115.087 unità che si confrontano con le 90.249 dello scorso anno quando le restrizioni legate al lockdown tennero chiusi i concessionari.

Questo risultato non deve quindi ingannare, perchè il confronto con i livelli prepandemia resta impietoso: -22,9% rispetto a gennaio 2020 con una crisi dei microchip che continua a influenzare il comparto . Secondo le ultime stime ripostate dalla SMMT ( Associazione di categoria del Regno Unito), le vendite di auto nel 2022 dovrebbero attestarsi sulle 1.897.000 unità, +15,2% sul 2021 ma – 17,9% sul 2019. In gennaio l a spinta è arrivata dalle vendite a privati ( +64,1%) che hanno guadagnato 12 p.p. di quota, ora al 54,1%. Sul fronte delle alimentazioni, da sottolineare la crescita a tripla cifra dei BEV, con una quota del 12,5%, insieme a quella delle ibride che raddoppiano i propri volumi e si attestano su una rappresentatività del 29,7% e con le ibride plug-in (+47,3%) che sfiorano l’8% di quota.

Sono circa 400 le automobili vendute in più rispetto al gennaio scorso in Spagna ma il confronto è con un mese in cui una forte nevicata bloccò il Paese per quasi due settimane. Da sottolineare, allo stesso tempo, che questo dato, 42.377 immatricolazioni, è il secondo più basso di sempre dal 2000, ben al di sotto dei livelli prepandemici. Prosegue anche in Spagna il problema dei microchip che riduce gli stock e si inserisce in un contesto di difficoltà generale dovuto alla pandemia che nonaccenna a risolversi. Ottima, tuttavia, laperformance con aumenti a tripla cifra per BEV (+259,0%) e PHEV (+123,4%), rispettivamente al 4,2% e 7,6% di quota .

Notevole la spinta che giunge anche dalle ibride che con 13.119 immatricolazioni, guadagnando circa 10 p.p. di quota , arrivando al 31%. Perdono terreno, invece, diesel (-34%) e benzina (- 16%). Da rimarcare anche il calo delle emissioni di CO2, a 118 g/Km, il 7% in meno rispetto allo scorso anno. Per quel che riguarda i canali di vendita, invece, unico incremento a doppia cifra per i privati (+13,3%) a fronte di un pesante calo del noleggio (-64,4%) e un leggero incremento delle società (+4,4%). Secondo l’ANFAC il 2022 deve ritenersi un anno di transizione verso il superamento della barriera del milione di auto immatricolate, stimate nel 2023.

(ITALPRESS).






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 17-02-2022 alle 12:26 sul giornale del 18 febbraio 2022 - 174 letture

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