Truffe assicurative, maxi operazione dei carabinieri ad Avellino: 8 arresti, oltre 250 indagati

2' di lettura 22/06/2022 - Sgominate tre diverse bande dedite all'organizzazione di falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni

I carabinieri del Comando provinciale di Avellino hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura, nei confronti di 11 persone gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Otto le persone arrestate (quattro in carcere e quattro ai domiciliari), per un indagato è stato disposto l’obbligo di dimora e per altri due la sospensione dall’esercizio della professione di consulente per infortunistica stradale.

Gli indagati nell'inchiesta sono in tutto 267, tra loro medici, avvocati e titolari di studi di infortunistica stradale. Oltre alle misure cautelari i militari hanno eseguito il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili, per un totale di 273 mila euro, nei confronti di 10 indagati ritenuti i promotori e gli organizzatori delle truffe.

Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza di tre distinti gruppi criminali, operanti prevalentemente ad Avellino, dediti all’organizzazione di una notevole quantità di falsi sinistri stradali, con il concorso di numerosi complici. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sono complessivamente 74 i falsi incidenti ricreati, per un potenziale danno economico alle compagnie assicurative coinvolte pari a circa 600 mila euro (di cui oltre 270 mila circa già liquidati).

I tre diversi gruppi operavano con modalità simili: i falsi incidenti erano inscenati in aree prive di sistemi di videosorveglianza e le lesioni, procurate al fine di supportare le richieste risarcitorie, andavano dalle ipotesi più lievi delle ecchimosi o delle abrasioni fino a quelle più gravi della rottura dei denti o delle lesioni agli arti. A tal fine, gli indiziati reclutavano soprattutto persone in precarie condizioni economiche, in alcuni casi anche minorenni o soggetti affetti da gravi patologie. Questi ultimo acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, con la promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato tanto più consistente quanto più gravi fossero state le lesioni.

Per le pratiche risarcitorie le tre bande si avvalevano di numerosi professionisti compiacenti: 17 medici indagati per aver rilasciato attestazioni false circa le lesioni subite dalle vittime; 3 avvocati, due dei quali finiti agli arresti domiciliari; 2 titolari di studi di infortunistica stradale, destinatari del provvedimento di inibizione all’esercizio dell’attività professionale).






Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2022 alle 12:05 sul giornale del 23 giugno 2022 - 232 letture

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