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Processo Ahmetovic, confermata la pena in appello

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Marco Ahmetovic

Non sono mancati urla, grida e insulti nei confronti di Ahmetovic, all\'uscita caricato in fretta e furia sul furgone della Penitenziaria appena dopo la lettura della sentenza che ha confermato i 6 anni e 6 mesi la pena inflitta in primo grado, ma rispetto alla contestazione di Ascoli l\'aria è stata ben diversa. Il cordone di polizia allestito a metà via non ha faticato più di tanto a contenere la rincorsa degli appignanesi.

La ricorsa dei familiari dei ragazzi di Appignano contro il cellulare della Polizia Penitenziaria che portava via Marco Ahmetovic dalla Corte di Appello di Ancona è stato più un riflesso condizionato dall\'onda emotiva dovuta all\'attesa della sentenza che da una vera e propria volontà di attaccare il veicolo che trasportava il rom. Quasi come a far sfiatare tutta la tensione accumulata durante l\'arringa di Felice Franchi, il difensore dell\'imputato.

Certo la tensione non è mancata ma i toni sono stati più pacati rispetto al passato tanto da comprendere, mentre si attendeva fuori dall\'aula il rientro dei giudici riuniti in camera di consiglio, anche un chiarimento tra i familiari e Franchi. \"Tu fai il tuo mestiere - gli ha detto lo zio di Alex Luciani -, io mi sarei rifiutato. La colpa però non è tua, è di chi legifera e così sta passando un messaggio pericoloso e ciò che per avere giustizia occorre farsela da soli\". C\'era però, inutile nasconderlo, un certo timore per questo processo in Ancona.

Ad attendere l\'arrivo di Ahmetovic c\'era infatti un dispiegamento di polizia e carabinieri che ha blindato per intero via Carducci. L\'ingresso non è stato un problema. Il furgone con il rom è arrivato attorno alle 11.40. Una ventina di minuti dopo, a processo già iniziato, sono arrivati in pullman e auto private i familiari e gli amici dei giovani uccisi. Circa 60 persone a stipare per intero la piccola aula dove si è tenuta l\'udienza.

Tra chi ha voluto assistere anche alcuni militanti di Forza Nuova tra cui anche il coordinatore regionale Marco Gladi e la responsabile anconetana del movimento Elisa Gasparroni, entrambi candidati alla Camera. Al termine i familiari hanno accettato di buon grado la sentenza. \"I ragazzi non ce li ridanno nemmeno se fosse stato condannato all\'ergastolo - ha detto Luigi Corradetti, papà di David, trattenendo a stento le lacrime - se per questo reato è prevista questa pena va bene. Cambiare la legge? Noi ci batteremo per quello e visto che siamo in periodo di elezioni continueremo a chiederlo. Chi sbaglia deve pagare\".





Marco Ahmetovic

Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 14 marzo 2008 - 2609 letture