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Bloccata a Parigi la marcia europea della fiaccola olimpica

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fiaccola olimpica

I manifestanti pro-Tibet hanno costretto più volte gli organizzatori della marcia della fiaccola olimpica voluta dalla Cina a cambiare itinerario e strategie di percorso.

Infatti, la marcia della fiaccola olimpica, dopo i rallentamenti e le interruzioni subite lungo il percorso, è stata bloccata a Parigi. La marcia si è, dunque, fermata prima del suo termine; l’itinerario previsto è stato più volte sconvolto e doveva costeggiare i maggiori siti turistici parigini ma proprio a causa degli scontri verificatesi il suo viaggio europeo è stato bloccato in anticipo.

Gli organizzatori per cercare di portare a termine la marcia prevista hanno addirittura trasportato la fiaccola su un bus, scortato dalla polizia, ma i sostenitori del Tibet hanno sempre avuto la meglio e sono riusciti nel loro intento, bloccare la marcia della fiaccola olimpica.

Essa avrebbe dovuto percorrere un tragitto di 28 km, portata a turno da 80 tedofori, ciascuno dei quali protetto da un cordone ambulante di uomini lungo 200 metri, e composta da 65 poliziotti in moto, 100 sui roller e altri 100 vigili del fuoco corridori. Invece, la corsa della torcia è stata erminata prima dell’arrivo ed ha così concluso bruscamente il suo viaggio europeo.

Ora, verrà trasferita nelle Americhe con tappe fissate per mercoledì a San Francisco e per venerdì a Buenos Aires. Nella città californiana, però, le manifestazioni di protesta sono già iniziate nei giorni scorsi quando tre attivisti hanno scalato il Golden Gate, appendendo ai cavi di sostegno bandiere del Tibet e cartelloni a loro sostegno: “one world, one dream, free Tibet- un mondo, un sogno, Tibet libero”.

I tre sono stati in seguito fermati dalla polizia insieme a 4 complici rimasti a terra. E mentre il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) lancia un nuovo appello alla Cina affinchè trovi una rapida e pacifica soluzione alla situazione tibetana, Pechino condanna le proteste dei manifestanti pro-Tibet che hanno interrotto più volte la marcia della fiaccola.

Questa è stata la prima volta in cui interviene il presidente del Cio, Jacques Rogge, che ha espresso una profonda preoccupazione per quanto sta accadendo: “ Tutti siamo preoccupati. La situazione in Tibet ha suscitato un’ondata di proteste da parte dei governi, dei mezzi di comunicazione e delle organizzazioni che stanno mettendo a rischio il passaggio della torcia”.



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Questo è un articolo pubblicato il 09-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 aprile 2008 - 4330 letture