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Italia: elevato tasso di obesità infantile e adolescenziale

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obesità infantile

L’Italia è tra le nazioni con il tasso più elevato di obesità infantile e adolescenziale”. A dirlo è Massimo Cuzzolaro, docente di psichiatria all’Università la Sapienza di Roma e presidente della Società Italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare.

In occasione del Convegno Congresso Nazionale della Società Italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, Cuzzolaro continua la propria esposizione: “Ogni mille ragazze, da 3 a 5 soffrono di anoressia nervosa, da 10 a 20 di bulimia nervosa e da 50 a 100 di disturbi dell’alimentazione parziali o atipici. Il sovrappeso (obesità) è un’epidemia globale che riguarda entrambi i sessi e tutte le età della vita”.

Inoltre, come ribadisce lo stesso docente di psichiatria “Le malattie legate ai disturbi alimentari hanno costi molto elevati sul piano fisico, psichico ed economico sia per il soggetto che ne soffre che per la famiglia e la società”. Dunque, la tempestività delle cure può migliorare la prognosi e ridurre i costi, soprattutto quelli dei ricoveri ospedalieri per complicanze mediche che sono molto elevati.

E il modello più valido per la cura dei disturbi alimentari e del peso corporeo è, per Massimo Cuzzolaro, “Il trattamento multidimensionale o multi professionale integrato. Questo comprende due strade da seguire per i malati anoressici e bulimici, vale a dire la prevenzione e la riabilitazione.

La prospettiva da assumere è quella di un intervento a lungo termine, fondato sulla collaborazione di specialisti diversi e sul coinvolgimento delle famiglie soprattutto per i soggetti più giovani. Interventi riabilitativi, residenziali e semiresidenziali (centri diurni) sono preziosi per ridurre e contrastare le disabilità progressive”.



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Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 12 aprile 2008 - 2912 letture