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Sanità: eseguito a Bologna il primo trapianto al mondo di spalla

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struttura della spalla

E’ stato eseguito a Bologna, per la prima volta al mondo, un trapianto articolare e totale di spalla.

L’intervento è stato eseguito dal professore Sandro Giannini, direttore della sesta divisione di chirurgia ortopedica-traumatologica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, di Bologna. Il professore, assistito dalla propria equipe, ha eseguito il tanto annunciato trapianto di spalla su un paziente di 47 anni di Montesilvano, Giampiero Cocchini, affetto da gravi artrosi post-traumatiche di spalla, che non gli permettevano di compiere neanche i più semplici movimenti.

L’organo trapiantato era stato prelevato da un donatore di 38 anni, deceduto una decina di giorni fa, e trattato per le procedure degli esami preliminari dalla “banca del tessuto muscolo- scheletrico” del Rizzoli. L’organo in questione è uno strato complessivo di due centimetri prelevato fra l’osso e l’articolazione del donatore e attaccato alla scapola da una parte e all’omero dall’altra nel paziente, creando così una “protesi biologica” al posto di quella meccanica.

La novità- ha spiegato il professore Giannini -è che si tratta di un trapianto \"fresco\", non congelato, che mantiene la vitalità delle cellule cartilaginee. Inoltre, si tratta di un trapianto \"sottile\": circa un centimetro per lato tra osso e cartilagine, tra scatola e omero, in modo da consentire la rivascolarizzazione completa dell\'osso nell\'arco di circa un anno dall\'intervento, e la vitalità della cartilagine, così da restituire una articolazione naturale al paziente operato. E\' probabile che il paziente abbia una spalla simile a quella normale\".

Poi il professore che ha eseguito il primo trapianto di spalla al mondo spiega le modalità d’intervento e gli eventuali problemi: “Prima dell\'intervento serve una adeguata misurazione tra chi dona e chi riceve, che si esegue con una tac. Non ci sono invece particolari problemi di rigetto in quanti la reazione immunitaria dell\'osso e\' modesta. Il trapianto di spalla e\' indicato per persone sotto i 50 anni con articolazione della spalla danneggiata, a causa di una artrosi primitiva o secondaria ad altre cause, come un trauma.

Un\'alternativa chirurgica, dunque, alle comuni protesi articolari artificiali, che come tali sono soggette ad usura e richiedono magari nel tempo degli aggiustamenti, in grado di garantire una soddisfacente ripresa dell\'attività\' quotidiana e sportiva anche, e soprattutto, nei pazienti più giovani”.

L\'idea alla base del trapianto articolare totale - ha spiegato Giannini, non nuovo ad altri record nel campo dei trapianti ortopedici - è quella di trapiantare un organo intatto, costituito in osso e cartilagine, in grado di integrarsi con il ricevente e sostituire un\'articolazione danneggiata, eliminando il dolore e ripristinando il movimento”.

In conclusione Giannini espone i tempi necessari per un simile intervento e quelli del post-operazione: “L\'intervento sul paziente abruzzese, che sta bene e sarà a breve dimesso, è durato circa tre ore e non ha avuto nessuna complicazione. Il paziente - che ha avuto il trapianto della spalla sinistra - verrà dimesso nelle prossime 24 ore, e in due/ tre mesi riprenderà la completa funzionalità della spalla”.

Già da quattro anni, presso l’Istituto ortopedico Rizzoli, il professore e la sua equipe, hanno accettato la sfida del trapianto articolare totale, riscuotendo grandi successi in campo internazionale. E, dati gli ottimi risultati ottenuti negli anni e nel caso specifico nel primo trapianto mondiale alla spalla, lunedì il professore Giannini replicherà con il trapianto della spalla destra dello stesso donatore, su un altro paziente giovane con problematiche simili a quello già operato.



struttura della spalla

Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 24 aprile 2008 - 3484 letture