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Cosa sta succedendo all\'economia mondiale?

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Caro benzina, inflazione percepita, lavoro precario, pensioni in forse, aumento del costo degli alimentari... l\'economia entra sempre più prepotentemente nelle nostre vite.
Abbiamo chiesto alla professoressa Mariangela Paradisi, docente di Economia presso l\'Università politecnica delle Marche, di riassumerci lo stato dell\'economia mondiale e italiana.

Vivere Italia: Da cosa è causata l\'attuale crisi della classe media e l\'abbassamento del tenore della vita? E\' un fenomeno solo italiano o è presente anche in altri paesi?

Mariangela Paradisi: Dalla dinamica di salari e stipendi enormemente rallentata negli ultimi 10 anni a fronte di un costo della vita cresciuto esponenzialmente. Non è un fenomeno solo italiano (ne risente, per esempio, anche la Francia). Da noi è molto più acuto a causa della produttività che non cresce.


VI: La precarizzazione del lavoro ha portato ad una diminuzione della disoccupazione? Nel resto d\'Europa la situazione è simile?


M.P.: Sì, la precarizzazione ha fatto diminuire la disoccupazione. Ma non in tutte le fasce e in tutte le regioni d\'Italia. La situazione nel resto d\'Europa è diversa. In molti paesi vale la flessibilità, non la precarizzazione.


VI: Il caro petrolio è un fenomeno strutturale o è dovuto a speculazione?

M.P.: Entrambe le cause. Dipende sia dal forte incremento della domanda che dalla speculazione.


VI: L\'aumento del costo degli alimentari a livello mondiale è dovuto solo al caro petrolio? Nel futuro dobbiamo aspettarci ondate immigratorie sempre più insistenti?

M.P.: È dovuto all\'incremento della domanda sei paesi emergenti (Cina ed India per esempio) ma anche alla speculazione internazionale, come per il petrolio. Il nesso tra prezzo degli alimentari e flussi migratori non è così diretto.


VI: L\'effetto serra, la desertificazione e i cambiamenti climatici si faranno sentire sull\'economia mondiale? Il protocollo di Kyoto riuscirà ad arginare questi fenomeni?

M.P.: No. Non hanno ancora rilevanza sulle scelte economiche. Lo avranno, però, prima o poi. Il Protocollo di Kyoto non argina il fenomeno perché i due principali paesi \"inquinatori\" (USA e Cina) non l\'hanno sottoscritto.


VI: L\'Euro è indicato da molti come responsabile della cosiddetta \"crisi della quarta settimana\". E\' così?

M.P.: No. Responsabile è stata l\'introduzione dell\'Euro senza un controllo dei prezzi. In Francia, per esempio, il doppio prezzo è stato mantenuto per due anni. Da noi, per un mese... senza Euro la benzina la pagheremmo il doppio di quanto la paghiamo. E poi, circa la quarta settimana, c\'è la questione dei salari e stipendi fermi.


VI: Cosa è l\'inflazione \"percepita\"? Non sarebbe più onesto parlare di dati dell\'Istat inadeguati o addirittura manipolati?

M.P.: L\'inflazione percepita è quando io e te \"pensiamo\" siano aumentati i prezzi.
No. I dati ISTAT sono calcolati su un “paniere di beni” rivisto si quando in quando. Il fatto è che noi tendiamo a comprare una certa “batteria” di prodotti che di quel paniere è un sotto-insieme. Insomma, non sono manipolati, semmai è il paniere ad essere inadeguato.


VI: La concorrenza dei paesi emergenti, come la Cina e i paesi dell\'Est Europa sono pericolosi per la nostra economia? Oppure è una grande opportunità? O ancora è solo un naturale riequilibrio della ricchezza?

M.P.: Sono pericolosi per alcune fasce di prodotti e per la piccola dimensione d\'impresa. Sono una opportunità perchè possiamo importare prodotti a basso prezzo utili ai consumatori e all\'industria (componenti e semilavorati). L’effetto netto si vedrà. È un fenomeno di redistribuzione internazionale del lavoro che, nel complesso, fa crescere il prodotto mondiale. Poi, bisogna vedere come i vantaggi si distribuiscono.


VI: Da cosa è stato causato il debito pubblico italiano? Perché è così anomalo? Quanto ci costerà, non solo a livello economico, ripagarlo?

M.P.: E’ stato causato dalla enorme crescita spesa pubblica degli anni ’70 ’80 (gli anni delle \"baby pensioni” per intenderci), finanziata coi BOT. Craxy & company hanno lasciato il segno, insomma. Per fortuna l\'Euro ci ha dato una mano: i tassi di interesse sono rimasti bassi e di conseguenza gli oneri sul debito, relativamente contenuti. Ripagarlo in tempi brevi è impossibile. E poi, l\'economia italiana cresce poco e ciò aggrava la situazione (se crescesse, aumenterebbero le entrate fiscali).


VI: E\' vero che per chi oggi ha meno di 40 anni la pensione è solo una chimera? Cosa succede negli altri stati europei?

M.P.: Sì. A meno che non si sottoscrivano assicurazioni previdenziali integrative (private). Negli altri stati dipende dal regime pensionistico (retributivo o contributivo). Da noi, valeva il retributivo (pensione come un x% dell\'ultima retribuzione). Ora è stato introdotto il contributivo (pensione in base ai contributi versati). E siccome il lavoro è precario, i contributi sono esigui. Di qui il problema.


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Questa è un'inchiesta pubblicata il 19-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 20 giugno 2008 - 3692 letture