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Betancourt, il giorno dopo della liberazione

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Grande gioia per la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri 14 ostaggi. Molte sono le parole di ringraziamento e soddisfazione. Ma svanito l\'eco dei festeggiamenti, la Colombia dovrà ripartire dagli scandali che stanno colpendo il presidente Uribe, inseguito dalla Corte costituzionale e dai processi con accuse di corruzione e legami con i paramilitari legati al narcotraffico.

L’operazione Jaque è stato un ingegnoso piano di intelligence: attraverso alcuni infiltrati nella guerriglia, l’esercito è riuscito a far credere ai guerriglieri incaricati della custodia dei sequestrati che Alfonso Cano, nuovo capo delle Farc, voleva riunire tutti i prigionieri nel suo accampamento per poi realizzare uno scambio umanitario con il governo.

Ieri Ingrid ha potuto riabbracciare i suoi due figli, atterrati in Colombia direttamente dalla Francia, sotto la scorta del ministro degli esteri francese. La donna è apparsa in buone condizioni, e il suo sorriso ha fatto presto il giro del mondo.

Restano nella selva una trentina di prigionieri politici, quasi tutti militari e oltre 700 che appartengono al cosiddetto gruppo dei sequestri estorsivi. Ora che Ingrid è libera e i riflettori internazionali si allontaneranno necessariamente il loro dramma rischia di essere dimenticato dal mondo intero.





Questo è un articolo pubblicato il 04-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 04 luglio 2008 - 3737 letture