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Consumi: primo calo dal 2002. Le famiglie tagliano sugli alimentari

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Dopo l\'allarme della Confcommercio la conferma dell\'Istat: calano i consumi delle famiglie italiane ed è la prima volta che accade dal 2002. Nonostante la spesa media mensile di ciascun nucleo sia aumentata passando dai 2.461 euro del 2006 ai 2.480 del 2007 la crescita dei prezzi ha di fatto reso più debole il potere di acquisto delle famiglie.

L’Istat infatti ha rilevato per il 2007 una spesa mensile delle famiglie pari a 2.480 euro, con un aumento dello 0,8% sull\'anno precedente. Una crescita che però è stata provocato dalla salita dei prezzi, con l\'inflazione media l’anno scorso all’1,8% e un rialzo del valore delle locazioni schizzato del 4% tra il 2006 e il 2007. Per questo quello 0.8% in più nel conto della spesa in realtà si traduce in una diminuzione dei consumi in termini reali.

Guardando ai vari comparti di spesa, si nota che la quota impiegata per alimentari e bevande è stabile sul 2006, a 466 euro. Gli stessi soldi sborsati ma il carrello un po’ più vuoto. Oltre il 30% delle famiglie hanno messo un freno agli acquisti di cibo, con pane pasta e altri generi di prima necessità che hanno galoppato nel listino prezzi.


I cali più consistenti invece si registrano per istruzione, viaggi, pasti fuori casa, assicurazioni, tempo libero e cultura, abbigliamento e calzature. Meno scarpe per il 60% delle famiglie. Le maggiori difficoltà le vivono i nuclei familiari in cui lavora solo la donna e quelli con anziani, single o coppie giovani.


Crescono, invece, le spese non alimentari (dai 1.994 euro del 2006 ai 2.014 del 2007). Ma non è una libera scelta: si tratta piuttosto di voci incomprimibili come la sanità (per l\'aumento dei ticket) e i costi della casa.



Questo è un articolo pubblicato il 09-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 luglio 2008 - 2591 letture