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Stop al reintegro dei precari. Proteste della Cgil e della Cisl

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Le imprese non saranno più obbligate a trasformare in tempo indeterminato il contratto dei lavoratori precari, se questi prima erano irregolari. Lo prevede un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, che preclude ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto lavorativo.

Finora il giudice che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se passerà la nuova legge, il giudice dovrà limitarsi ad applicare all\'azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità.

La nuova norma si dovrà applicare anche ai giudizi in corso all’entrata in vigore della legge. Stando così le cose, il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressoché infinita di contratti a termine, rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.

Dura e unitaria la critica dei sindacati: “è iniqua” per la Cgil, “presenta gravi incongruenze” per la Cisl, “incostituzionale” secondo la Uil. Ma Confindustria approva: “Va nella giusta direzione, evita un allungamento esagerato dei tempi e si fissano i calcoli degli indennizzi su base forfettaria; si evita che sulla base di errori formali che riguardano i contratti a termine si aprano contenziosi con dilatazione dei tempi”, commenta Baretta.

Intanto il Governo si difende dalle accuse e disconosce la paternità della norma anti-precari. Fonti del ministero del Lavoro sottolineano che “si tratta di una misura nata in ambito parlamentare: non l\'ha voluta il Governo e tanto meno il ministro Sacconi”.



Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 28 luglio 2008 - 2519 letture