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Soldati nelle città: le prime pattuglie da Roma a Palermo

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Scatta il piano per l’impiego dei militari nella vigilanza delle aree più a rischio della penisola. In tremila da Milano a Palermo, passando per Roma. Diversa l’accoglienza di città in città: applausi a Milano e Verona, critiche a Torino, un misto di scetticismo e fiducia a Napoli.

A poche ore dallo schieramento nelle principali città di 3 mila soldati, il mondo della politica resta spaccato in due. Il ministro della Difesa La Russa in visita agli uomini impiegati a Milano, dichiara: “Io e il ministro Maroni non abbiamo la pretesa che questo provvedimento sia risolutivo dell\'attesa di maggiore sicurezza che viene dai cittadini, è però un passo nella direzione giusta”.

Non si è fatta attendere la risposta di Antonio Di Pietro: “Ho troppo rispetto per i militari per vederli ridotti al ruolo di comparse di Cinecittà. Credo ci sia bisogno di dare più mezzi, più personale e più strutture alle Forze di Polizia per combattere la criminalità”.

A Roma, in questa prima fase, sono 400 i soldati impiegati, tra cui 32 donne. Da questo lunedì controlleranno una decina di stazioni della metropolitana, ambasciate e il centro per immigrati di Ponte Galeria.

A Milano, invece, i primi 150 soldati sono destinati ad alcuni obiettivi sensibili come il Duomo e i consolati e ai pattugliamenti nelle zone della Stazione Centrale, di via Padova e del quartiere Baggio. A Napoli l’unico obiettivo sorvegliato è il consolato americano, mentre i pattugliamenti interessano il centro città e i comuni della cinta urbana.

L’attuazione del piano rientra nelle misure prese dal governo contenute nel \"pacchetto sicurezza\" e costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti soldi sono previsti per il 2009.



Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 agosto 2008 - 2970 letture