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Nuova botta e risposta tra Famiglia Cristiana e il Vaticano

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“Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l’Osservatore Romano, né la Cei, che ha l’Avvenire”. Così il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, aggiunge una nuova pagina nelle polemiche tra il settimanale cattolico e il governo Berlusconi.

Il direttore della Sala Stampa del Vaticano, padre Lombardi, con le sue misuratissime parole, aveva provveduto a ripartire le competenze e a definire le responsabilità: “Famiglia Cristiana è un giornale importante del mondo cattolico ma non rappresenta affatto la linea del Vaticano o della Cei, e quindi i suoi giudizi identificano soltanto chi li ha scritti e il direttore del settimanale, don Antonio Sciortino”.

Difficile immaginare una presa di distanza più radicale. Viene quindi da chiedersi per quale motivo le alte sfere vaticane hanno deciso un intervento che ha tutta l\'aria di voler ridurre ufficialmente a Famiglia Cristiana a voce periferica e irrilevante, mentre rappresenta un punto di vista significativo nella cultura cattolica, e non solo cattolica, italiana.

Ma Sciortino si difende bene, e a chi li accusa di catto-comunismo, il direttore così risponde: “Noi diciamo queste cose da anni e con libertà di giudizio abbiamo sempre mantenuto la stessa linea con tutti governi, senza una presa di fatto. Giudichiamo i singoli atti del governo alla luce della dottrina sociale della Chiesa”.




Questo è un articolo pubblicato il 16-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 agosto 2008 - 3200 letture