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Cgia: dopo cinque anni di euro, i debiti delle famiglie raddoppiano

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Cinque anni dopo l’entrata in vigore dell’euro, le famiglie italiane hanno raddoppiato la loro esposizione nei confronti degli istituti di credito, indebitandosi in modo crescente: 15 mila euro in media a famiglia.

A fare i conti sui portafogli degli italiani è stata l’Associazione artigiani e piccole imprese (Cgia) di Mestre, che ha rilevato un raddoppiamento dei debiti rispetto al 2002. Il valore medio dei debiti per ogni famiglie è pari a 15 mila euro; cifra notevole che comprende i mutui per l’acquisto della casa, i prestiti per altri beni, il credito al consumo o i finanziamenti per ristrutturazioni.

Ma, qualunque sia il motivo, il dato sconcertante è che, in cinque anni, l’indebitamento degli italiani è salito, tra il 2002 e il 2007, del 93,28%. E per la precisione – fa notare l’Associazione artigiani e piccole imprese – ogni famiglia ha da rimborsare una cifra media di 15.765 euro, considerando la situazione aggiornata al dicembre del 2007.

Quindi, sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, “le città più indebitate sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere – continua – che tra gli indebitati vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli”.

Tuttavia – ha detto Bortolussi – appare evidente che la forte esposizione in questa realtà soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente”. “Altra cosa – conclude il segretario della Cgia di Mestre – è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni.

Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica, che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”. Infatti, le famiglie del Sud si sono ritrovate a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari.



Questo è un articolo pubblicato il 22-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 agosto 2008 - 3662 letture