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Dopo le Olimpiadi gli atleti italiani dedicano le vittorie al Dalai Lama

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Olimpiadi Pechino

\"Quando il Dalai Lama viene in Europa i capi di Stato si rifiutano di riceverlo, ma poi chiedono a noi atleti di fare quello che non riesce alla diplomazia internazionale. Mi è stato chiesto se avrei dato il mio body come gesto simbolico per la causa del Dalai Lama e ho detto di sì, come avrebbe fatto chiunque\". A parlare è la canottista medaglia d\'argento Josefa Idem. Come lei molti alti atleti italiani dedicano le loro medaglia alla causa dei diritti umani in Cina. Ma lo sport ha la precedenza.

\"Partecipo volentieri a questa campagna. Prima di partire sono stato sensibile, ma sono dell’opinione che durante i giochi bisogna fare gli atleti. Prima e dopo, però, dobbiamo essere sensibili a questi temi. Donerò certamente il mio body al Dalai Lama\". Così il canoista Antonio Rossi, medaglia d\'oro nella canoa.

L\'idea è stata lanciata da Margherita Granbassi, vincitrice di due medaglie di bronzo a Pechino per il fioretto, che aveva spiegato in un\'intervista la sua posizione riguardo alla questione dei diritti umani in Cina e la scelta di donare la maschera al Dalai Lama: \"Invito gli atleti che sono a Pechino a fare la loro gara e dopo, soltanto dopo, manifestare a favore del popolo tibetano. Io donerò la mia maschera. La stessa maschera che mi ha protetto a Pechino vorrei potesse servire a lui per proteggere il suo popolo\".

Adesioni anche dal pugilato, Clemente Russo, argento dei massimi: \"Se questo può servire alla causa, io mando i miei guantoni e le bende. e non sembri irriverente. La mia medaglia d’argento è per tutta la gente che soffre in Cina, e ce ne è tanta. credo che comunque le Olimpiadi contribuiranno a cambiare le cose\"


Olimpiadi Pechino

Questo è un articolo pubblicato il 26-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 agosto 2008 - 4624 letture