Confindustria: fuori 50 imprenditori che pagavano il pizzo

1' di lettura 03/09/2008 -

Sono 51 gli imprenditori sospesi o espulsi da Confindustria Sicilia dal 1 settembre dello scorso anno, data in cui l\'associazione ha adottato il nuovo codice antiracket che prevede l\'incompatibilità fra l\'essere associati a Confindustria e avere rapporti con la criminalità organizzata.



Il bilancio è stato fatto dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, in una conferenza stampa tenutasi a Palermo ad un anno esatto dalla battaglia di legalità intrapresa dagli industriali, dopo le minacce e le intimidazioni ai danni del catanese Andrea Vecchio e di Marco Venturi, presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta.

Secondo Confindustria le province dove con più forza si registra una “rivoluzione” contro il pizzo sono Agrigento e Caltanissetta, con il caso emblematico di Gela, occupato da due cosche.

Risultati positivi di questo anno in cui è stato adottato il codice antiracket. Oggi sono 64 gli imprenditori che hanno deciso di collaborare con le forze dell\'ordine denunciando gli estorsori. Prima del primo settembre dello scorso anno la cifra era inferiore a 5.

E dopo la lotta al pizzo Confindustria in Sicilia si prepara ad aprire una nuova stagione, volgendo l\'attenzione verso quella che definisce la “zona grigia”, l\'intreccio tra burocrazia e imprenditori collusi con la mafia.






Questo è un articolo pubblicato il 03-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 settembre 2008 - 3308 letture

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