Il Big Bang in laboratorio, scienziati divisi

buco nero frattale 3' di lettura 04/09/2008 -

Il prossimo 10 settembre al Cern di Ginevra, il centro di fisica internazionale, sarà tentato un esperimento che riprodurrà in laboratorio le condizioni che si sono verificate durante il Big Bang, lo stadio iniziale della formazione dell\'universo. Alcuni scienziati hanno presentato ricorso



Un buco nero piccolissimo, che entro quattro anni potrebbe inghiottire la Terra, e successivamente il resto dell\'Universo, potrebbe formarsi il prossimo 10 settembre quando sarà riprodotto in laboratorio il Big Bang, l\'esplosione primordiale che ha dato origine all\'universo. Gli scienziati sono divisi.


L\'esperimento servirà a dimostrare l\'esistenza di una particella, il cosiddetto bosone di Higgs, finora ipotizzata dal punto di vista matematico, che avrebbe la funzione di fornire peso e massa ad ogni altra particella esistente.


La simulazione sarà condotta nell\'acceleratore di particelle all\'avanguardia del Cern(Consiglio europeo per le ricerche nucleari), l\'Hlc (Large Hadron Collider), costato 6 miliardi di euro a circa venti paesi, a cui i progettisti lavorano dal 1994. Nei 27 chilometri dell\'HLC, saranno \"sparati\" fasci di protoni per 11.245 volte al secondo, facendoli accelerare sino alla velocità del Big Bang, per poi farli scontrare frontralmente tra loro. Il risultato sarà che si spezzeranno, in modo da evidenziare e se possibile capire cosa contengono e spiegare così il funzionamento energetico e cinetico.


Per alcuni scienziati questo esperimento è pericoloso ed hanno presentato ricorso. Il primo è stato presentato da Otto Rossler, chimico tedesco insieme ad altri colleghi, alla Corte europea dei diritti umani, perchè a suo dire c\'è il rischio che a causa delle collisioni tra protoni ad altissima energia, si possono creare mini buchi neri, potenzialmente pericolosi. Lo scorso aprile altri due scienziati si sono rivolti alla corte di Honolulu, negli Stati Uniti, contro questo esperimento.


Il portavoce del Cern, James Gillies ha spiegato che l\'esperimento non creerà pericoli. Esiste già un bombamento naturale di micro particelle ad altissima energia, ed il nostro pianeta sa difendersi bene, soprattutto grazie all\'atmosfera. Le microparticelle, riescono ad entrare nel nucleo degli atomi dei corpi celesti, li spaccano e crano per tempi piccolissimi, detti infinitesimali perchè difficili da misurare con i parametri umani, la cosiddetta radiazione di Hawking, cioè microscopici buchi neri di durata di sottomultipli del nano secondo. Nulla è mai successo finora, dicono i fisici.


Nella realtà il buco nero nasce quando muore una stella di dimensioni rilevanti, decine di volte più grande del sole. La materia diventa sempre più densa, implode su se stessa e viene assorbita.









Questo è un articolo pubblicato il 04-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 settembre 2008 - 9856 letture

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