Tradimenti? Non è colpa dell\'uomo ma del gene dell\'infedeltà

tradimento 3' di lettura 04/09/2008 - Uomini infedeli colti in flagrante, non abbiate timore… avete la scusa a portata di Dna! D’ora in poi potrete replicare alle accuse della vostra donna in maniera semplice e veritiera, ovvero: “Scusa, tesoro, ma sono nato così, non è colpa mia”. E state tranquilli che la scienza vi sostiene.

Le relazioni extraconiugali, nel caso in cui a tradire è l’uomo, non dipendono dalla propria volontà ma da un gene del loro Dna. Sembra uno scherno a difesa degli uomini infedeli, ma non è così. A dirlo sono gli scienziati dell’Istituto Karolinska di Stoccolma che, grazie alla propria ricerca, hanno scoperto il gene dell\'infedeltà, presente nel Dna di alcuni uomini.

Dunque, per la prima volta, è provata la relazione tra il patrimonio genetico e la fedeltà coniugale. Naturalmente – spiegano i ricercatori – “le relazioni extraconiugali derivano da numerose circostanze e quello genetico può essere soltanto un aspetto della molla che scatena il tradimento”. Così, oltre che una questione di cultura, passione e lealtà, è anche, e molto, questione di Dna.

La variante genetica presa in esame dagli studiosi serve a produrre il recettore della vasopressina, un neuropeptide con molte funzioni nel cervello e nel resto del corpo dove funziona da ormone. Differenti versioni del gene sono legate a differenti inclinazioni al rapporto di coppia, uno in particolare, la forma 334, tecnicamente “allele”, del gene si ritrova in maschi propensi alla vita da single, non sposati o con un matrimonio in crisi alle spalle.

La vasopressina è una molecola semplicissima ma con funzioni importantissime per l\'organismo: dalla regolazione dei liquidi nel corpo a quella della pressione arteriosa. Nel cervello invece ha funzioni di neurotrasmettitore e, prodotta nell\'ipotalamo, la vasopressina sembra essere implicata nei meccanismi di formazione della memoria, di apprendimento e di stimolo per le funzioni cognitive.

Quindi, il gene in questione agisce sulla vasopressina, un ormone di primaria importanza nel processo di attaccamento sentimentale e sessuale tra un uomo e una donna. E, esaminando un gruppo di 2186 maschi adulti, gli scienziati svedesi hanno scoperto, per la prima volta, che gli uomini in possesso del gene restano più spesso single oppure hanno una maggiore possibilità di avere relazioni extra-coniugali, problemi matrimoniali e di divorziare, rispetto a quelli che non hanno il gene in questione.

Inoltre, sempre dallo studio del campione di persone, esaminate in relazione alle loro donne, è emerso che le mogli degli uomini in possesso del gene sono mediamente meno soddisfatte del proprio matrimonio rispetto alle mogli di chi non ha il gene nel proprio Dna. E se il gene dell’infedeltà, scoperto dagli scienziati svedesi, può essere causa di divorzi, niente paura… la scoperta include anche una cura alla “malattia”.

Infatti, secondo l’Istituto Karolinska di Stoccolma, il gene infedele può essere modificato in modo da bloccare il suo effetto, teoricamente per evitare le relazioni extra-coniugali. Ma in pratica quanti playboy ricorreranno a tale “rimedio”?! Per ora, non c’è possibilità di sottoporsi a questa cura (ma forse presto sarà possibile) poiché è stata testata solo su topolini di laboratorio anche se ha dato risultati immediati e soddisfacenti.






Questo è un articolo pubblicato il 04-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 04 settembre 2008 - 13395 letture

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