CAI ritira l\'offerta per Alitalia, sempre più vicino il fallimento

alitalia 1' di lettura 20/09/2008 - Gli imprenditori che hanno fondato CAI (Compagnia Aerea Italiana) hanno trovato un accordo con Cisl e Uil, ma non con Cgil e con i sindacati autonomi, così govedì pomeriggio hanno ritirato l\'offerta di acquisto della \'parte sana\' di Alitalia.

I sindacati hanno giudicato umilianti le offerte di contratto della CAI \"Meglio falliti che in mano a questi banditi\" si leggeva su alcuni cartelli nell\'aereoporto romano di Fiumicino.


Gli imprenditori della CAI, guidati da Roberto Colaninno, avevano posto come condizione per l\'acquisto della parte produttiva di Alitalia l\'accordo con i sindacati. L\'accordo non è arrivato, nonostante la disponibilità delle sei sigle sindacali (Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl) che non hanno accettato la proposta CAI a continuare a trattare.


Ora Il futuro di Alitalia è quantomai incerto. Il commissari straordinario Augusto Fantozzi ha fatto sapere che la compagnia continuerà a far volare i propri aerei fino a che sarà possibile. Nello stesso tempo Fantozzi cercherà altre soluzioni. Si parla di un\'aquisizione da parte di una compagnia straniera o di una seconda cordata italiana. Ma le possibilità di successo di una simile operazione sono poche: si parla di un\'autonomia finanziara per Alitalia di appena pochi giorni.


Di certo al momento c\'è solo la cassa integrazione per 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.








Questo è un articolo pubblicato il 20-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 settembre 2008 - 3166 letture

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