Sequestrati bene per 10 milioni di euro al clan camorrista dei Casalesi

1' di lettura 30/09/2008 - In una vasta operazione di polizia contro il clan dei Casalesi nel Casertano, sono stati sequestrati oggi beni per un valore di oltre dieci milioni di euro e riconducibili a familiari e prestanome del latitante Giuseppe Setola, elemento di spicco del clan Bidognetti.


L\'operazione, a cui hanno partecipato un centinaio di uomini della Dia, delle Fiamme Gialle di Marcianise e della polizia di Caserta, è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato adottato dal Tribunale di Napoli, su richiesta dei magistrati della Dda Giovanni Conzo e Raffaello Falcone.

Il clan Bidognetti è indicato quale responsabile dei fatti di sangue sul litorale Domiziano tra i quali la strage degli immigrati a Castelvolturno, dove lo scorso 18 settembre sei giovani africani sono stati uccisi in un agguato. Un episodio in seguito al quale il ministro dell\'Interno Roberto Maroni ha detto che la camorra ha dichiarato una \"guerra civile\" allo Stato.

I beni sequestrati al latitante Giuseppe Setola sono risultati intestati al fratello, Pasquale, alla moglie Giovanna Baldascino, alle sorelle di quest\'ultima Fortuna e Lucia, al suocero Emilio Baldascino.

Secondo gli investigatori i beni sequestrati sarebbero stati acquisiti con i proventi delle estorsioni e dei traffici illeciti, soprattutto lo spaccio di sostanze stupefacenti, che sul litorale casertano è affidato a gruppo di extracomuniari africani, controllati, però, dalla cosca dei casalesi. Setola è ritenuto capo del gruppo di scissionisti della cosca, del quale farebbero parte un altro latitante, ritenuto tra i 30 più pericolosi d\'Italia, Alessandro Cirillo, nonchè Giovanni Letizia, Emilio Di Caterino e Pietro Vargas.





Questo è un articolo pubblicato il 30-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 settembre 2008 - 2518 letture

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