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Lula: il Brasile non sarà vittima della crisi degli USA

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Il presidente del Brasile: \"Questa crisi è dovuta all’irresponsabilità del mondo sviluppato e chi pagherà per questo saranno i paesi in via di sviluppo. Ovvero: noi conduciamo un’amministrazione eccellente, Bush fa un disastro e siamo noi che corriamo il rischio. C’è qualcosa di sbagliato\".


Intervenendo a un cerimonia di premiazione organizzata dalla rivista ‘Carta Capital’ di fronte a un gruppo di imprenditori a San Paolo, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva è intervenuto sulla crisi finanziaria internazionale e le sue conseguenze sul Sud del mondo: “Negli ultimi anni – ha detto – in Brasile abbiamo risparmiato come condannati, abbiamo superato, aumentato le risorse pubbliche… Il nostro sistema finanziario è più serio di quello internazionale, il nostro mercato interno ha spazio per continuare a crescere e questo paese non sarà un’altra volta una vittima, come accaduto in passato”.

Lula ha quindi rivolto un appello a fare del G-20, gruppo creato per difendere gli interessi dei paesi in via di sviluppo in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), “un forum di dibattito politico per creare un nuovo ordine economico mondiale. Questa volta saremo noi paesi emergenti a offrire una soluzione alla crisi creata dai ricchi”.

Il presidente brasiliano ha anche parlato dei benefici che potranno derivare dalla crisi, affermando che il principale sarà “l’elezione di Barack Obama, un nero, alla presidenza degli Stati Uniti, e non è cosa da poco. Dal punto di vista simbolico, che questo mondo elegga un tornitore meccanico per la seconda volta in Brasile, un indio in Bolivia (Evo Morales), un nero negli Stati Uniti, e un vescovo in Paraguay (Fernando Lugo) è impressionante”.


Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 ottobre 2008 - 2330 letture