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Si è concluso il sinodo dei vescovi

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 Dopo aver partecipato alla ventitreesima congregazione generale durante la quale sono state votate e approvate le Proposizioni - il Papa ha pranzato con i partecipanti al Sinodo dei vescovi, nell\'atrio dell\'Aula Paolo vi, in Vaticano.

Al termine ha salutato i presenti. L\'esortazione apostolica sarà il documento conclusivo ufficiale di questo Sinodo. Nelle mani del Papa è stato rimesso un materiale ricco e abbondante, ma soprattutto un materiale totalmente condiviso dai padri sinodali, frutto di un lavoro comune e comunitario.

\"Si tratta - ha spiegato il cardinale Ouellet - del riconoscimento di una cosa che già avviene. In tantissime chiese le donne ormai leggono le Sacre Scritture. Ammetterle alla formazione significa riconoscerne il ruolo\"; il lettorato infatti \"nelle norme - ha spiegato il vescovo Filippo Santoro, membro della commissione sinodale per l\'informazione - era sino a oggi riservato agli uomini\".
Dunque è un importante riconoscimento che il Sinodo ha fatto circa il ruolo delle donne nella vita della Chiesa.

Altra indicazione ricorrente riguarda la valorizzazione della lettura della Bibbia come momento di preghiera. Per questo si è molto insistito sull\'interpretazione della lectio divina come lettura orante della Bibbia.
Ma proprio perché preghiera, alla lettura deve seguire una coerenza nella vita di chi proclama e medita la Parola di Dio.

Sempre riferendosi alla lettura come preghiera, numerose proposizioni si riferiscono al dialogo con le altre religioni, con gli ebrei e con i musulmani in particolare. Per ciò che riguarda il dialogo con gli ebrei, i padri lo ritengono possibile vista la comunanza di alcuni testi.
Per ciò che riguarda il confronto con i musulmani lo si giudica necessario per il futuro dell\'umanità. \"Se si vuole assicurare un futuro di pace - ha detto l\'arcivescovo Monsengwo Pasinya, segretario speciale del Sinodo - è necessario prendere coscienza della necessità di trovare un serio incontro con loro\".
Nelle proposizioni i padri sono andati anche oltre. Nel senso che hanno ribadito il sì a un dialogo che sia però aperto alla sfera dei diritti umani anche in riferimento alle donne, alla libertà religiosa, alla netta separazione tra ambito politico e ambito religioso.

L\'arcivescovo di Kinshasa ha poi parlato dei riferimenti, nelle proposizioni, al proselitismo delle sette per ribadire l\'opinione comune dei padri sinodali che ritengono fondamentale la formazione di quanti sono chiamati a diffondere, senza cedere ad atteggiamenti integralisti, la Parola di Dio.

L\'approvazione delle proposizioni è avvenuta durante i lavori della ventitreesima congregazione, alla quale erano presenti 244 padri sinodali; si sono alternati nella lettura in latino delle proposizioni il cardinale Ouellet e monsignor Monsengwo Pasinya.
Per tutte con il voto elettronico in aula è stata raggiunta la maggioranza qualificata di 163 voti; le schede personali sono state poi consegnate alla segreteria.

Lasciata l\'Aula del Sinodo, i Padri hanno raggiunto l\'atrio dell\'Aula Paolo vi dove si è svolto il pranzo al quale ha partecipato anche il Papa.
Durante il pranzo l\'arcivescovo Eterovic ha fornito alcuni dati sull\'andamento dei lavori: \"Sono intervenuti 223 padri sinodali; sei hanno dato in scriptis il loro contributo.
Gli interventi liberi sono stati 171; 22 le relazioni di vario tipo
svolte dai padri, di cui due di circoli minori. Hanno parlato dodici delegati fraterni e hanno preso la parola anche 34 uditori\".

Ha poi preso la parola il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, uno dei tre presidenti delegati, il quale ha sottolineato il valore del Sinodo come esperienza ormai consolidata nella vita della Chiesa dopo il concilio Vaticano II.



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Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 27 ottobre 2008 - 2310 letture