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Baratto riso-petrolio tra Thailandia e Iran

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Dopo i record storici dei mesi scorsi, i prezzi di riso e petrolio sono da qualche tempo stabilmente in calo; questa tendenza al ribasso sembra aver spinto i governi dell’Iran e della Tailandia a valutare la creazione di un sistema di baratto tra cereali e idrocarburi.

I nostri dirigenti – ha affermato oggi a Bangkok il ministro del Commercio Chaiya Sasomsab - si recheranno in Iran a metà novembre per discutere caratteristiche e quantità di petrolio e riso da scambiare”.

Maggior esportatore mondiale di riso dopo il Vietnam, negli ultimi anni la Tailandia è stata anche il primo fornitore dell’Iran garantendo in media 600.000 tonnellate l’anno; il volume delle consegne ha però subito un forte calo nei primi mesi del 2008, segnati da un brusco aumento dei prezzi del riso, quotato anche oltre 1000 dollari la tonnellata.

L’accordo di baratto tra Bangkok e Teheran è favorito ora dalla riduzione del prezzo dei chicchi bianchi, 630 dollari la tonnellata a ottobre, combinato con la discesa del greggio: uno dei paesi al mondo più ricchi di idrocarburi, l’Iran incassava in luglio quasi 150 dollari al barile, quasi 90 in più rispetto a oggi. Venerdì l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) ha deciso un taglio produttivo di un miliardo e mezzo di barili al giorno per frenare il calo dei prezzi.

Problemi e prospettive del settore cerealicolo sono stati invece al centro di un vertice dell’Associazione dei paesi del sud-est asiatico (Asean) che si è svolto nel fine settimana ad Hanoi; al termine dell’incontro è stato approvato “un piano d’azione” che punta ad aumentare la produttività fino a un massimo di due tonnellate per ettaro, anche per far fronte alle esigenze di grandi importatori come le Filippine.


Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 28 ottobre 2008 - 2482 letture