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La scuola insorge contro la riforma Gelmini

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Roma, Milano, Napoli e Bologna. Ma ancora Ancona, Torino, Bolzano e Palermo. Passando per Ischia, Capri e Aosta. La manifestazione più grande mai organizzata dal mondo scolastico italiano ha portato ieri nelle piazze di tutto lo stivale due milioni di persone, 800 mila sono nella capitale.
Raccontare 24 ore di fuoco come quelle di ieri non è certo facle. Si può iniziare da Roma dove 800 mila fra bambini, insegnanti, sindacati e studenti hanno marciato divisi in quattro corte. Senza nessuna organizzazione ma con la forza del caos che ha piegato la città. Il Ministero dell\'Istruzione è stato assediato, parlamento e senato presi di mira. Piazze e vie intasate. Manifestanti che hanno abbandonato il raccordo anulare bloccato dal traffico e hanno raggiunto il centro a piedi a suon di slogan.

Oppure si può parlare di Milano dove il corteo anti riforma ha sfilato per le vie del centro fermandosi a lungo a Piazza Affari e concludendo in via Torino. Bologna si è distinta per aver allontanato addirittura Beppe Grillo, a simboleggiare la natura della manifestazione: popolare e non \"spettacolare.\"

Oppure possiamo iniziare dal sud Italia. Da Napoli dove nel pomeriggio si è tenuta una assemblea con i docenti nel cortile di Palazzo Giusso, sede dell\'università Orientale di Napoli occupata. Da Bari dove genitori e bambini hanno sfilato affianco agli studenti per poi radunarsi in piazza Libertà, davanti al palazzo della prefettura e dove hanno spiegato i motivi della loro protesta. Dalle ventimila persone che da tutta la Sardegna (da Oristano, Medio Campidano, Sulcis, dal nuorese e dal nord dell\'isola) sono arrivate a Cagliari per manifestare. Insomma in ogni angolo del bel paese un corteo, uno striscione, uno slogan è stato organizzato, esposto, gridato. Tutti per dire No alla riforma del sistema scolastico proposta dal ministro Mariastella Gelmini

\"C\'è un intero paese che insorge -ha sottolineato Guglielmo Epifani, segretario Cgil, nel comizio romano di fine corteo-. State segnando una giornata memorabile, non solo per la scuola ma per la nostra democrazia, per il futuro del Paese, per i nostri giovani.\"



Questo è un articolo pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 ottobre 2008 - 2479 letture