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'1968: Odissea nel Rock': Francesco Garolfi entusiasma Milano

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Francesco Garolfi

C'era aria di trepidante attesa sabato scorso all'auditorium Fnac di Milano, l'attesa delle grandi occasioni: stava per esibirsi Francesco Garolfi, stimato chitarrista, cantante e compositore, venuto a presentare il suo ultimo progetto discografico, "1968: Odissea nel Rock".

Lanciato da un'idea dello scrittore Davide Sapienza, quasi "per caso" una sera a cena, l'album rivisita alcuni brani storici della musica rock del '68, sviscerandone i suoni primigeni attraverso un sapiente e scrupoloso lavoro per chitarre e voce. Non si tratta di cover, bensì di un ritorno alle radici di quella rivoluzione culturale che ha segnato l'immaginario di una generazione. Non celebrazioni retoriche, ma la riscoperta della linfa vitale della musica, del sogno collettivo e della gioia di condividerlo. E il termine Odissea è un omaggio al capolavoro di Stanley Kubrick, "2001: Odissea nello Spazio", di cui proprio quest'anno ricorre il quarantennale (in Italia il film uscì l'11 dicembre 1968).

Così spiega il progetto Davide Sapienza: "Ci siamo ispirati a '2001: Odissea nello Spazio', uscito nel '68, perché abbiamo preso l'osso dell'uomo scimmia dal silenzio in cui pare essere caduto il rock, nel suo senso più profondo e rivoluzionario, e lo abbiamo lanciato verso lo spazio aperto".

L'introduzione di Davide Sapienza, carica di passione per la musica vera, ha aperto la scena a Francesco Garolfi e al riff blueseggiante della sua chitarra che ha attaccato con "Helter Skelter". Gli ormeggi erano ormai stati sciolti e gli spettatori stavano partendo per la loro Odissea in musica. "The Weight", il famosissimo brano della Band, particolarmente caro a Garolfi, ci ha riportato per un momento sulle strade della wilderness americana e dei maestosi paesaggi di "Easy Rider", il film uscito giusto un anno dopo lo storico album "Music from Big Pink", in quel 1969 che guarda caso è anche la data dello sbarco dell'uomo sulla Luna.

Molto intensa l'interpretazione di "Waiting for the Sun" dei Doors, uscita sì nel 1970, ma scritta da Jim Morrison nel '68, quindi legata allo spirito di quell'epoca. Ed incredibile e stupefacente è stato il medley che Francesco Garolfi è riuscito a creare tra questa canzone e Voodoo Chile di Jimi Hendrix, in un gioco di suoni avvolgenti in cui l'abile fingerpicking di Garolfi si è amalgamato alla perfezione con i campionamenti di chitarra: è stato il momento più carico e tirato del concerto. Johnny Cash con la sua Folsom Prison Blues è stato invece il regalo per gli spettatori milanesi, poiché il brano non è incluso in "1968: Odissea nel Rock".
L'entusiasmo del pubblico, anche in questo caso, non è mancato, data la magistrale interpretazione di Garolfi. Crosstown Traffic di Jimi Hendrix ha chiuso il concerto.


Un pugno di canzoni per un set acustico travolgente, che è sembrato durare molto più a lungo di quella che è la consueta durata di queste presentazioni pomeridiane, trascinandoci in un altro spazio e in un altro luogo, quelli delle sensazioni autentiche. Tra il pubblico diversi addetti ai lavori di testate specialistiche e molte persone che si scambiavano sorrisi tra il meravigliato e il compiaciuto sulla bravura del musicista.
Il set acustico di Francesco Garolfi è stato introdotto da Piero Negri, vicedirettore di GQ, che ha presentato anche il suo ultimo libro ROCK!, da poco uscito per Einaudi.


L'Odissea: ma cosa c'entra Ulisse con il rock? E chi è Ulisse, cosa è l'Odissea? Non importa. Siamo tutti Ulisse, siamo tutti in viaggio nella nostra Odissea diretti verso casa. (Davide Sapienza dal booklet dell'album)

Francesco Garolfi si esibirà oggi, 21 novembre, alle 18, alla Fnac di Verona e sabato 22 novembre alla Fnac di Torino, sempre alle 18.

Davide Sapienza ( www.davidesapienza.net) Da 25 anni protagonista trasversale della scena letteraria e giornalistica, parte dal rock (suo il primo libro al mondo dedicato agli U2), cavalca la musica e la sua geografia per scoprire i pellerossa - e scrivere; le terre lontane - e scrivere; l'unus mundus - e scrivere; i legami della musica con le terre che visita per i suoi reportage - e scrivere. Il suo ultimo romanzo "La valle di Ognidove" è stato definito da "La Repubblica" un nuovo classico. Scrive per Specchio+ (La Stampa); GQ; Rolling Stone. È direttore artistico della Faier Entertainment. Vive (bene, grazie) in montagna.

Francesco Garolfi (www.francescogarolfi.it ) Chitarrista e vocalist, giovane eppur esperto, nel 2008 ha registrato con Cristina Donà l' album acustico Piccola Faccia (EMI) e la accompagna dal vivo; ha debuttato capovolgendo il blues, svuotandogli le tasche e rimettendolo in linea con The Blues I Feel (2006); è protagonista con Sapienza dello spettacolo letterario musicale "La stagione di Ognidove" ( www.lavallediognidove.it ). Quando è andato a Woodstock, ha registrato con il leggendario Garth Hudson (The Band) e questo è solo l'inizio.

Foto di Matteo Spisani



Francesco Garolfi

Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 21 novembre 2008 - 393 letture