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Milano: neonata sopravvive grazie ad una delle due malformazioni congenite

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Nata con una \'stenosi laringo-esofagea\', vale a dire un grave restringimento della trachea e della laringe che le impediva del tutto il respiro, aveva dunque due gravi malformazioni la bambina nata all\'Ospedale Maggiore di Milano. La prima malformazione le impediva di respirare, mettendola in immediato pericolo di vita ma, al contrario, la seconda l\'ha salvata.

Paradossalmente, Denise, che oggi ha 15 mesi e sta bene, è stata salvata da una delle due malformazioni con le quali è nata a causa della \'stenosi laringo-esofagea\', cioè un grave restringimento della trachea e della laringe che le impediva totalmente di respirare. Il \'miracolo\' è stato reso possibile da una delle due malformazioni, grazie ad un intervento record compiuto da una squadra di medici del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano.

Infatti la neonata soffriva anche di una \'fistola tracheo-esofagea\', dove in pratica c\'era un buco tra il tubo digerente e la trachea. Proprio questo buco ha permesso ai medici di far respirare la bambina per 4 ore, il tempo di trasferirla alla Clinica Mangiagalli dell\'Ospedale Maggiore per eseguire la tracheotomia, diversamente impossibile da effettuare se Denise non fosse nata con la seconda malformazione che le ha quindi salvato la vita.

\"La presenza di queste due malformazioni, di origine congenita - dicono gli esperti del Policlinico - è un caso veramente eccezionale: nella letteratura scientifica, a nostra conoscenza, sono riportati solo due casi similari dei quali uno, visto in Giappone, non ha ancora potuto recuperare la completa autonomia respiratoria tanto da essere ancora sottoposto a tracheotomia\".

Nel dettaglio l\'intervento, che ha coinvolto 10 medici del Policlinico coordinati da Surendra Narne (otorino di origini indiane specializzato in questi interventi, che lavora all\'Ospedale di Padova) ha tagliato chirurgicamente il blocco alla trachea (grande un centimetro), ricucendo tra loro le porzioni sane di trachea e laringe. In contemporanea, i medici hanno \'tappato\' la fistola con la chirurgia plastica, chiudendo quindi il buco tra la trachea e l\'esofago. Un mese dopo, a febbraio, alla piccola è stato tolto il tubicino che la faceva respirare, in attesa che le ferite operatorie si rimarginassero.

Dimessa a luglio, ora Denise è tornata a respirare normalmente e ha iniziato a mangiare: della sua brutta avventura le rimane solo una piccola cicatrice alla base del collo, che presto scomparirà, e la bimba potrà vivere e crescere in modo normale.



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Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 novembre 2008 - 2559 letture