SEI IN > VIVERE ITALIA > ATTUALITA'
articolo

Curare le fratture grazie ad un \'osso iniettabile\', possibile

2' di lettura
2408

scheletro

Scoperto un materiale, simile al dentifricio, che una volta iniettato nelle ossa rotte, indurisce, curando le fratture. In molti casi, addirittura, secondo gli scienziati della Nottingham University, potrebbe evitare l\'uso delle protesi.

Questo materiale simile al dentifricio, dunque, sviluppato dagli scienziati britannici della Nottingham University, si inietta nelle ossa rotte, dove indurisce in pochi minuti, formando un sostegno biodegradabile sul quale ricresce l\'osso fratturato. In tal modo, vengono curate le fratture senza dover ricorrere alle protesi.

E, come spiega il professore Kevin Shakesheff, mente dell\'invenzione, è facile iniettarlo nel punto esatto dove si trova la frattura senza incisione chirurgica, a differenza di quanto accade per le protesi. \"Non solo non occorre l\'intervento chirurgico\", ha detto il Professore, \"ma il paziente non resta con l\'area danneggiata. Bastera\' inserire l\'ago, iniettare il polimero dove e\' necessario e poi li\', col calore del corpo, il materiale si indurisce, ma senza uccidere le cellule circostanti, che continuano a crescere normalmente\".

Questo l\'elemento innovativo e vantaggioso, che ha regalato all\'\"osso iniettabile\"un prestigioso premio per l\'innovazione medica la scorsa settimana al professor della University of Nottingham. Il suo vantaggio rispetto ai tradizionali cementi per ossa e\' nel processo con cui indurisce. Mentre i cementi convenzionali emettono calore indurendo, uccidendo le cellule circostanti, questo polimero non produce lo stesso effetto. A temperatura ambiente, il materiale ha la consistenza del dentifricio; quando sale alla temperatura del corpo, si indurisce.

Restano, però, degli ostacoli da superare: anche se il polimero in pochi minuti diventa duro con un osso vero, il collegamento tra il polimero e il vecchio osso e\' piu\' debole; per esempio, una frattura alla gamba curata in questo modo avrebbe comunque bisogno di chiodi metallici per evitare che le parti si separino quando il paziente cammina.

Tuttavia, il team della Nottingham è ottimista e vede in questa invenzione un potenziale, tanto che è già al lavoro per avviare i trial clinici in Gran Bretagna e pensa che l\'innovazione diventerà di uso comune negli Stati Uniti entro i prossimi 18 mesi.



scheletro

Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 dicembre 2008 - 2408 letture