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Parmalat: Tanzi condannato a 10 anni

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I giudici del Tribunale di Milano nell\'ambito del processo sul crac della Parmalat hanno assolto tutti gli imputati a parte Calisto Tanzi, condannato a dieci anni di reclusione e a parte undici patteggiamenti (nove persone fisiche e due soggetti giuridici), definiti con pene che vanno da 5 mesi e 10 giorni a due mesi, con pena sospesa.

 

Il tribunale di Milano non ha creduto alla tesi difensiva di Calisto Tanzi. La condanna a 10 anni per il crac Parmalat accoglie in larga parte le richieste dell\'accusa che aveva chiesto 13 anni per il fondatore della Parmalat. La difesa di Tanzi puntava l\'indice contro le banche. Nelle dichiarazioni spontanee rese davanti al tribunale il mese scorso, l\'ex patron del gruppo di Collecchio aveva respinto le accuse di essere lui l\'ideatore della grande truffa



La condanna di Tanzi in primo grado e\' un altro tassello nell\'intricata vicenda del crac Parmalat che si dipana in diverse aule giudiziarie, tra Italia e Stati Uniti. La sentenza del tribunale arriva a 5 anni esatti dal crac che ha colpito oltre 150 mila risparmiatori per una cifra superiore a 11 miliardi di euro. Uno dei principali gruppi alimentari fondato proprio da Tanzi nel 1961 a Collecchio con l\'apertura di un piccolo caseificio e che conosce il forte sviluppo negli anni \'70 quando esplode la domanda di latte a lunga conservazione. Nel corso degli anni \'90 la quotazione in borsa e lo sviluppo sui mercati esteri.



Poi verso la fine del 2003 come un fulmine a ciel sereno arriva la bancarotta del gruppo di Collecchio, uno dei piu\' gravi crack a livello europeo. Il gruppo Parmalat viene commissariato nel 2004 e Enrico Bondi nominato commissario.

Bondi procede a molte transazioni con le banche coinvolte nel collocamento di titoli Parmalat ma anche con azioni giudiziarie che ancora devono concludersi, come quella con Bank America.

Bank of America, con una nota, esprime la propria soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano di prosciogliere tre suoi ex dipendenti dall\'accusa di aggiotaggio. L\'istituto di credito ha dichiarato: \"La decisione del Tribunale stabilisce in modo inconfutabile che gli ex dipendenti della banca non hanno commesso il reato di aggiotaggio. Dopo oltre quattro anni di processo è emerso chiaramente che la frode Parmalat è stata perpetrata solo dai dipendenti della stessa società con l\'assistenza di alcuni suoi revisori contabili\".





Questo è un articolo pubblicato il 20-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 20 dicembre 2008 - 2414 letture