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Combattere la povertà, costruire la pace

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Dal 1968, anno in cui papa Paolo VI istituì la giornata mondiale per la pace, la Santa Sede invita \'tutti gli uomini di buona volontà\' a riflettere sul prezioso bene della pace. Quest\'anno papa Benedetto XVI ci sollecita alla riflessione con il messaggio \'Combattere la povertà, costruire la pace\'.

In apertura del messaggio papa Benedetto XVI invita a riflettere sulle ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Basti pensare ai conflitti in Medio Oriente oppure in Africa per comprendere il peso della povertà sull\'instabilità di molti territori, tanto da compromettere un progresso armonico della comunità mondiale: \"In questo contesto, combattere la povertà implica un\'attenta considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione. Tale considerazione è importante già dal punto di vista metodologico, perché suggerisce di utilizzare il frutto delle ricerche condotte dagli economisti e sociologi su tanti aspetti della povertà. Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un\'unica famiglia in cui tutti - individui, popoli e nazioni - regolino i loro comportamenti improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità\".

In questa dimensione il Papa offre un\'ampia visione, in quanto la povertà causa anche fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale, perché \"quando l\'uomo non viene considerato nell\'integralità della sua vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera \'ecologia umana\', si scatenano anche le dinamiche perverse della povertà, com\'è evidente in alcuni ambiti sui quali soffermerò brevemente la mia attenzione\". La prima causa di povertà è legata allo sviluppo demografico: \"In conseguenza di ciò, sono in atto campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello internazionale, anche con metodi non rispettosi né della dignità della donna né del diritto dei coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli e spesso, cosa anche più grave, non rispettosi neppure del diritto alla vita. Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l\'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani\".

Un\'ulteriore causa sono le malattie pandemiche, quali malaria, Aids, tubercolosi., che si combattono solo mettendo a disposizione campagne di educazione responsabile e medicine adatte: \"Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle innovazioni terapeutiche nonché, quando sia necessario, un\'applicazione flessibile delle regole internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di base\". Il terzo ambito riguarda la povertà dei bambini: \"Considerare la povertà ponendosi dalla parte dei bambini induce a ritenere prioritari quegli obiettivi che li interessano più direttamente come, ad esempio, la cura delle madri, l\'impegno educativo, l\'accesso ai vaccini, alle cure mediche e all\'acqua potabile, la salvaguardia dell\'ambiente e, soprattutto, l\'impegno a difesa della famiglia e della stabilità delle relazioni al suo interno\".

Un ulteriore ambito è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo: \"Suscita preoccupazione l\'attuale livello globale di spesa militare. E questo va contro quanto afferma la stessa Carta delle Nazioni Unite, che impegna la comunità internazionale, e gli Stati in particolare, a \'promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti\' (art. 26)\". Un ultimo elemento è la crisi alimentare: Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze.

Queste sono le cause che ostacolano il progresso della pace ed il Papa richiama alla solidarietà come \'codice etico comune\': \"Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace quadro giuridico per l\'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della legalità\".

Quindi per il Papa mettere \'ai primi posti\' i poveri implica una corretta logica politica ed economica, che significa \"una corretta logica partecipativa capace di valorizzare la società civile locale e internazionale\", in quanto la globalizzazione \"va governata con oculata saggezza\", tenendo conto delle \"esigenze dei poveri della terra\". Da parte sua, ricorda papa Benedetto XVI, la Dottrina Sociale della Chiesa si è interessata da sempre dei poveri, ricordando che \"la Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all\'intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società\". Perciò \"combattere la povertà è costruire la pace\".



Questo è un articolo pubblicato il 01-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 31 dicembre 2008 - 2278 letture