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Insonnia: 12 milioni di Italiani ne soffrono a discapito del Pil

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L\'insonnia, patologia sempre più diffusa, ogni anno costa fino all\'1% del Pil di un paese. A rivelarlo è uno studio canadese guidato da Meagan Daley, psicologo dell\'Universite\' Laval di Quebec.

Secondo lo studio condotto dagli psicologi dell\'Universite\' Laval di Quebec, guidati da Meagan Daley, ogni anno ciascun Paese, a causa delle persone che soffrono di insonnia, ha una perdita di produttività pari a 27,6 giorni lavorativi, i quali costano fino all\'1% del Pil di quel Paese. Inoltre, dalla mancanza di sonno scaturisce un\'assenza dal proprio posto di lavoro pari a quasi quattro giorni e mezzo l\'anno. Nel nostro Paese a soffrire di questa patologia, ormai in grande sviluppo, sono circa 12 milioni di italiani. Questi, dunque, oltre ad aumentare la crisi, intaccando il Pil, rischiano a lungo termine di causare danni alla propria salute. Infatti, i disturbi del sonno provocano pericolosi effetti sulla qualità della vita di quanti ne soffrono.

Le persone che risentono di stanchezza diurna e depressione, nella maggior parte dei casi, risulta affetta da insonnia. Questi sono i sintomi e le conseguenze dei disturbi del sonno, ai quali si può correre al riparo per mezzo della \'dieta ad hoc\' studiata da Coldiretti. La Coldiretti ha stilato un vademecum degli alimenti utili per conciliare un buon sonno e di quelli da evitare come, soprattutto la sera, cioccolato, cacao, the e caffe\' per la presenza della caffeina, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di qualita\' cattiva con risveglio al mattino. Innanzitutto - avverte la Coldiretti - a cena e\' fondamentale evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi alimenti con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Anche gli alimenti in scatola per l\'eccesso di sodio e di conservanti sono da tenere lontani. Esistono invece cibi - evidenzia la Coldiretti - che aiutano a rilassarsi: innanzitutto pasta, riso, orzo, pane e tutti quelli che contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento.

Ok nella dieta serale anche a legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione. Tra le verdure - ricorda ancora la Coldiretti - al primo posto la lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio, perche\' le loro spiccate proprieta\' sedative conciliano il sonno, ma anche zucca, rape e cavoli. Infine, un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto, che oltre a diminuire l\'acidita\' gastrica che puo\' interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita per via di sostanze, presenti anche in formaggi freschi e yogurt, che sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo.

I ricercatori, dunque, hanno scoperto che il 75% dei costi sociali complessivi è rappresentato proprio dalle spese in termini di riduzione di produttività e perdita di giorni di lavoro, mentre affidarsi a cure mediche e farmaci specifici farebbe risparmiare molti soldi. I dati fanno parte di uno studio epidemiologico che ha coinvolto circa mille volontari con un\'età media di 43,7 anni che hanno risposto ad un questionario sul sonno. Il 51,7% delle persone intervistate non aveva problemi di insonnia, mentre il 32,3% accusava solo sintomi e il restante 15,4 soffriva di insonnia conclamata. Secondo lo studio canadese il primo rimedio a cui si ricorre per curare l\'insonnia è l\'alcol, il cui costo totale stimato è pari al 60% dei soldi spesi annualmente per il trattamento dell\'insonnia. Rivolgersi a specialisti, invece, costa solo il 32,6% del totale e le cure mediche pesano meno dell\'uno per cento.

Diagnosticare e curare per tempo, sottolinea lo psicologo, una insonnia occasionale è importante, prima che diventi cronica perchè il 17-50% di chi soffre di insonnia, per un periodo anche solo di 2 settimane è a rischio di sviluppare un episodio di depressione. Ma il 56% non si cura affatto - rimprovera l\'esperto- anzi, il 40% di questi rifiuta le cure. Mentre, tra coloro che si curano (44%) il 7,3% ricorre al \'fai da te\'. Ciascuna di queste soluzioni, evidentemente più comode ma altrettanto sbagliate, sono perciò da evitare, rivolgendosi invece ad esperti senza esitazione. Questo l\'appello lanciato dallo psicologo canadese, Meagan Daley, che ha condotto lo studio sulla patologia in forte crescita, l\'insonnia.



Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 05 gennaio 2009 - 4721 letture