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Pax Christi ricorda Helen Suzman

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Helen Suzman è stata una dei pochi bianchi a conquistarsi il rispetto dei neri. Questo forse è l\'epitaffio più bello per Helen Suzman che è scomparsa nei giorni scorsi nella sua casa di Johannesburg all\'età di 91 anni. Un ricordo del punto pace di Pax Christi di Macerata in questo tempo in cui le speranze di pace e di conciliazione appaiono sempre più deboli. 

Il rispetto dei neri Helen Suzman comincio\' a conquistarselo nel 1953 quando fu eletta quasi per gioco nel parlamento \"white-only\" del Sudafrica dell\'apartheid. In parlamento ci sarebbe rimasta per 36 anni, fino a quando non si ritirò nell\'89, prima come deputato dello United Party, il partito di (finta) opposizione al National Party di governo, e poi del liberale Progressive Party di cui fu fra i fondatori nel \'59. Dal \'61 al \'74 per 13 anni fu la sola parlamentare inequivocabilmente contraria al regime di segregazione razziale.


Una outsider nel panorama bianco del Sudafrica di allora, una piccola donna di madrelingua inglese e di origini ebraiche in un parlamento dominato da uomini afrikaner e calvinisti di lingua afrikaans. Suzman \"divenne una spina nel fianco nel sistema dell\'apartheid\", ha scritto in un suo comunicato l\'African National Congress e, come si legge in una nota della Nelson Mandela Foundation, \"una grande patriota e un\'intrepida combattente contro l\'apartheid\". Per anni da sola: 165 contro una. Ma questa solitudine non l\'aveva mai intimidita, come neanche le cure particolari riservatele dalla polizia e gli insulti dei premier o presidenti. Quella solitudine la spingeva ad attaccare ancor più ferocemente dai banchi del parlamento di Pretoria (\"Sono provocatoria, lo ammetto\", disse). Non la fermavano nè la intimidivano le accuse di nazisti di turno, come Verwoerd o Vorster o Botha, nè gli insulti degli altri deputati bianchi che le gridavano \"Torna a Mosca\", \"Torna in Israele\", \"strumento dei comunisti\"... Esasperato dalle sue critiche una volta il primo ministro Vorster la investì con queste parole: \"Dove vuole arrivare? Cosa lei e i suoi amici comunisti state cercando di fare con il Sudafrica?\". \"Quel che stiamo cercando di fare e\' fermare voi\", fu la fulminante risposta.


Il presidente Botha che credeva di schernirla chiamandola \'la madre superiora\', si sentì rispondere in faccia: \"Io non ho paura di lei, non l\'ho mai avuta e non l\'avrò mai\". Quando un ministro l\'accusò di fare domande che imbarazzavano il Sudafrica a livello internazionale, lei lo gelò dicendo che \"non sono le mie domande a imbarazzare il Sudafrica, sono le vostre risposte\"... Helen Suzman era nata il 7 novembre 1917 a Germiston, città mineraria vicina a Johannesburg, figlia di immigrati ebrei dalla Lituania. A 20 anni aveva sposato il dottor Moses Suzman molto più vecchio di lei e con lui ebbe due figlie. Helen non è mai stata comunista, nonostante le accuse dei suoi colleghi parlamentari.


Una liberale fino all\'osso, una che credeva nel capitalismo e nel mercato, una che era stata contraria al boicottaggio economico in quanto \"non funziona\". Ma una - per molti anni la sola - che dopo le condanne all\'ergastolo di Mandela e gli altri leader anti-segregazionisti nel \'64, usò la sua condizione di parlamentare per andare a visitarli nella prigione di Robben Island, o a Soweto e negli altri ghetti neri. Fece infuriare i bianchi ma si conquistò il rispetto dei neri e l\'ammirazione di Mandela. Nella sua autobiografia \'Lungo cammino verso la libertà\', Nelson Mandela ricorda le visite di Helen Suzman nel carcere di Robben Island: \"Era un\'apparizione strana e meravigliosa vedere quella donna coraggiosa far capolino nelle nostre celle e girovagare per il cortile. Lei fu la prima e l\'unica donna che abbia mai ingentilito le nostre celle\".


Helen Suzman fu per due volte candidata al premio Nobel per la pace che non vinse ma ricevette un\'infinità di titoli da gruppi religiosi e di difesa dei diritti umani. La regina Elisabetta d\'Inghilterra conferì a Helen Suzman il titolo di \"Dame Commander of the Order of the British Empire\". Nel 1997 Nelson Mandela, divenuto presidente della repubblica nel \'94, conferì a Helen Suzman la più alta onorificenza civile del Sudafrica: \'the Order of Meritorious Service\'.



Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 07 gennaio 2009 - 2051 letture