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Gas: riapre la guerra tra Kiev e Mosca coinvolgendo anche gli Usa

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La guerra del gas tra Mosca e Kiev che sembrava ormai terminata con la firma del nuovo accordo, a poche ore da quell\'incontro, invece, riappare aperta. Questa volta addirittura allargandosi anche agli Usa.

Dopo le trattative dell\'incontro dei ministri europei dell\'energia, in cui l\'Ucraina ha firmato l\'accordo con la Russia per assicurare il ripristino delle forniture del gas del grande colosso Gazprom, la Commissione Europea lamentava l\'assenza di flusso. Una mancanza dovuta, secondo l\'Ucraina a \'complicazioni\' nel ripristino delle forniture del gas di Gazprom che, ieri mattina alle 10:00 in punto (come d\'accordo), ha cominciato a pompare i primi 76,6 milioni di metri cubi di metano destinato all\'Occidente. Le questioni tecniche infatti che impediscono il flusso di metano, per Kiev, sono due: la prima legata alla rotta scelta da Mosca e la seconda alla quantità extra di gas necessaria a tenere in pressione i gasdotti ucraini. Ma il grande colosso russo, nega l\'esistenza di queste \'complicazioni\' e accusa Kiev di aver bloccato l\'erogazione, non aprendo le linee dei gasdotti e prelevando abusivamente il metano destinato al vecchio continente. Pertanto, sarebbe \"fisicamente impossibile\" per Gazprom riprendere le consegne.

Nel frattempo, che Mosca continua a scaricare su Kiev ogni responsabilità del blocco del transito insinuando addirittura un coinvolgimento nelle direttive del blocco da parte dell\'America, la Commissione Ue ha manifestato la propria delusione per gli ulteriori ritardi nelle forniture di gas russo e per il mancato accesso degli osservatori europei nelle sale operative delle centrali di smistamento di Gazprom e Naftogaz. L\'Ucraina, dal canto suo, ha giustificato il proprio rifiuto a far passare il metano russo sostenendo che Mosca ha scelto un gasdotto non legato alla rete dell\'export ma al consumo interno e che il suo ri-orientamento lascerebbe quattro regioni orientali del Paese senza gas. Spiegazione respinta da Gazprom.

Inoltre Kiev chiede che sia il colosso russo a fornire i 21 milioni di metri cubi quotidiani di metano per mettere in pressione i gasdotti di transito. E a tal proposito il presidente ucraino Viktor Iushenko ha proposto al suo collega russo Dmitri Medvedev di firmare un documento tecnico che fissi rotte, quantità, qualità e pressione del metano. Documento destinato a porre fine a questa guerra sul transito del gas russo verso l\'Europa, attraverso il monitoraggio ucraino ma, ad una settimana dalla chiusura dei rubinetti russi decretata da Putin, non si intravede ancora una via d\'uscita rapida e favorevole anche all\'Europa che, intanto, è rimasta al freddo.



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Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 14 gennaio 2009 - 2381 letture