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Immigrati: in Italia sono più di 4 milioni

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Al 1° gennaio 2009 gli immigrati hanno raggiunto il numero di 4.328.000, 346.000 in più rispetto all\'anno precedente (circa +9%). Il 43% viene dall\'Est Europa (il primato va alla Romania con 625.000 presenze). Lo afferma una ricerca dell\'ISMU (Iniziative e Studi Sulla Multietnicità).

Tra i regolari (3.677000) sono aumentati i residenti (+16,8%), a dimostrazione che gli immigrati stanno passando da mera forza lavoro a popolazione vera e propria in senso demografico. Aumentano i minorenni residenti, quasi raddoppiati in quattro anni: nel 2008 hanno raggiunto quota 767000 (di cui 457000 sono nati in Italia). Gli studenti stranieri nell\'anno scolastico 2007/2008 sono stati 574.133 (il 6% del totale), con un incremento di oltre 70.000 presenze in un anno. E\' di nuovo boom di irregolari che rispetto al 2007 sono quasi raddoppiati arrivando a 650.000 presenze (nel 2007 erano 350000).


Sul fronte lavoro è interessante notare il fenomeno dell\'imprenditorialità: tra il 2000 e il 2007 nelle aziende italiane le cariche sociali ricoperte da nati in Paesi non comunitari sono passate da circa 156000 a 384000 l\'incremento è del 145,6%. E\' più alto il profilo professionale dei lavoratori: il 42,6% degli occupati stranieri ha un diploma superiore e il 10,9% la laurea. Non accennano a diminuire i dati sulla criminalità: nel 2007 il 35% delle segnalazioni di reati riguarda stranieri. Al 30 giugno 2008 su 55.057 carcerati, 20.617 erano stranieri (37,4%): è il dato più alto di tutti i tempi. Le maggiori incidenze si registrano tra gli immigrati che provengono da Taiwan (87,4%), Georgia (73,5%), Bangladesh (52,3%). Ai vertici della graduatoria dell\'irregolarità si collocano Crotone (38,9%), Nuoro (35,5%) e Siracusa (34,4%), mentre in coda troviamo Bolzano (6,8%), Rieti (9,7%), Viterbo (10,1%) e Pistoia (10,4%). Tra le province che ospitano le grandi aree metropolitane quella con il tasso più alto è Napoli (31,7%), seguita da Catania (28,7%). Milano si colloca, con un valore del 18,2%, attorno alla media nazionale. Minorenni.


Dall\'indagine risulta che in media le immigrate mettono al mondo 2,12 figli verso i 27-28 anni, le italiane partoriscono in media 1,26 figli a 31-32 anni. A guidare la graduatoria delle province sono Mantova e Prato con poco più di tre figli per donna. Per quanto riguarda la provenienza aumentano gli immigrati dell\'Est Europa che rappresentano il 43% degli stranieri residenti in Italia. Il primato di presenze va alla Romania che conta 625000 unità (l\'87,% in più rispetto all\'anno precedente). Al secondo posto c\'è l\'Albania con 402000 presenze. Al terzo il Marocco con 366000 immigrati. Hanno registrato elevati tassi di crescita anche la Polonia (+34%), la Moldova (+23,2%) e l\'Ucraina (+10%), cui si affiancano il Bangladesh (+19,6%) e l\'India (+11,6%). In futuro l\'ISMU prevede che Serbia, Montenegro, Polonia, Ucraina e Romania per il 2030 avranno una sostanziale stabilizzazione (assieme alla Cina) dei flussi. Le nazionalità destinate a crescere in modo esponenziale sono quelle latinoamericane (Ecuador e Perù), asiatiche (Filippine, Bangladesh, Pakistan, India) e africane (Senegal, Nigeria ed Egitto).


Infine attraverso simulazioni che individuano la dinamica demografica fino al 2020, l\'Ismu ha calcolato che l\'immigrazione non risolve il problema invecchiamento della società italiana: considerando l\'apporto netto costante di 450000 stranieri l\'anno la percentuale di anziani aumenta di circa 1,5 punti percentuali e il rapporto tra spesa pensionistica e Pil cresce comunque del 10%. Sono stati stimati anche i costi della criminalità straniera: sono oltre 7 miliardi di euro l\'anno (incidono soprattutto violenze sessuali per più di 2,7 miliardi). E un\'indagine sugli atteggiamenti degli italiani verso gli stranieri rivela che l\'81,3% considera gli immigrati utili per alcuni lavori, ma quasi il 31% pensa che sottraggano occupazione agli italiani.



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Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 21 gennaio 2009 - 6895 letture