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Sry Lanka: Savundaranayagam chiede la fine dei bombardamenti

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Un Vescovo del nord dello Sri Lanka, monsignor Thomas Savundaranayagam, al ritorno da un\'azione umanitaria realizzata in segreto per aiutare la popolazione nella zona di conflitto, ha chiesto al Presidente dello Sri Lanka la fine dei bombardamenti contro i civili.

Dopo essersi visto negare l\'accesso al distretto settentrionale di Vanni, teatro degli scontri tra le truppe governative e i ribelli, il Vescovo di Jaffna, monsignor Thomas Savundaranayagam, si è recato nella zona in incognito per valutare personalmente la situazione degli abitanti e prendere nota delle loro necessità. Nella visita, compiuta il mese scorso, ha distribuito gli aiuti di emergenza messi a disposizione da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), l\'associazione caritativa che sostiene i cristiani perseguitati e bisognosi. La sua visita ha coinciso con la ripresa delle ostilità dopo che le forze governative con base a Colombo erano riuscite a controllare Vanni dopo aver conquistato le città di Kilinochi e Parantan. In un messaggio indirizzato alla Associazione per informare sulla distribuzione degli aiuti, il vescovo ha descritto le ristrettezze che affronta la folla degli sfollati che è dovuta fuggire da villaggi imprigionati tra le linee di fuoco dell\'Esercito e dei ribelli, le Tigri Tamil.


A conclusione della missione, il Vescovo ha rivolto un appello urgente al Presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse, chiedendo protezione per i civili. Nella sua lettera al Capo di Stato, ha affermato che \"il costante bombardamento terrestre e aereo dell\'Esercito dello Sri Lanka sta provocando morti e feriti tra i civili\". Nella sua lettera ha spiegato al Presidente che le chiese e i templi \"sono stati tradizionalmente luoghi di rifugio in momenti di pericolo. Per questo, supplico il Governo di smettere di lanciare colpi di mortaio sui luoghi di culto e di mettere fine al bombardamento aereo di insediamenti civili\".


Il presule ha anche sottolineato il dovere da parte del Governo di aprire un corridoio sicuro per facilitare la fuga della popolazione civile dai luoghi che sono bersaglio degli attacchi. In un\'intervista ad Aiuto alla Chiesa che Soffre il Vescovo ha spiegato che, nonostante le sue richieste, il Governo non ha smesso di lanciare bombe, affermando che \"risulta difficile fare una differenza tra civili e ribelli a 20.000 piedi di altezza\". Secondo quanto ha segnalato, dopo la lettera al Presidente \"non sono state prese misure, e mentre il Governo insiste sul fatto che bisogna liberare la zona la gente continua a soffrire\". Infine il Vescovo si è mostrato estremamente critico nei confronti del conflitto armato, e ha affermato che \"una soluzione militare non apporterà mai una soluzione duratura al problema\".



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Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 22 gennaio 2009 - 2197 letture