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comunicato stampa

Terrorismo: lettera aperta al Presidente del Brasile, Luiz Inàcio Lula da Silva

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londra

Una mattina ti alzi, d’istinto entri nella sua camera e ti balzano agli occhi le foto di lei, piccina, che abbraccia un orsacchiotto, più in là noti quella della prima comunione ed esclami: il mio angioletto! Poi con la gola stretta per l’emozione, una triste emozione, butti lo sguardo sulla cornice rosa vicino il computer che utilizzava ore per studiare alacremente, una cornice che sigilla la maturità legale di lei.


Uno sguardo alla libreria e sei catturato dal suo volto luminoso di gioia al conseguimento della laurea e nella foto accanto la rivedi invece con i compagni delle medie, con lo zainetto e, andando oltre, c’è la cornice con le sorelline…

Ecco, sulla parete una gigantografia prima della partenza per Londra. Già! Dieci anni trascorsi a Londra per arricchire il suo bel curriculum di studi. Lavorando alla pari per potersi mantenere gli studi oltremanica. Pochi attimi ed hai coscienza che lei non c’è più, mai più! Strappata agli affetti dei suoi cari e dei tanti amici da una vile mano violenta!

Presidente Lula,questi sono i ricordi di mia figlia! Della mia giovane ed innocente figlia la cui esistenza fu troncata con fredda determinazione da un ordigno esplosivo per colpire chiunque la mattina del 7 Luglio 2005 con la metropolitana di Londra iniziava, con la consueta fatica, il difficile vivere quotidiano!


Presidente Lula, non ci potrà mai essere giustizia su questa terra né pacificazione con gli ex terroristi se chi, giudicato dai civilissimi tribunali di una Repubblica, non espia la propria condanna, lasciando così senza speranza di un futuro equo e solidale uomini, donne, giovani che assistono impotenti, da tutti gli angoli del mondo, al mancato corso della Giustizia!


Caro Presidente Lula, sono certo che Ella comprenderà che la mancata estradizione significherà non solo un ulteriore profondo dolore ai familiari delle Vittime, non solo l’indignazione di un popolo di uno Stato indiscutibilmente democratico e rispettoso dei diritti umani (ma fermo nel volere la espiazione delle colpe giudicate dai propri imparziali Tribunali), ma significherà seppure involontariamente un’azione antipedagogica agli occhi di tanti giovani e meno giovani nel mondo che credono giustamente nell’alto valore morale delle istituzioni politiche delle nazioni democratiche.


Presidente, sarei onorato di incontrarLa perché sono certo che da padre a padre Ella valuterà con la saggezza e l’attenzione ai più bisognosi che le sono proprie, il gesto più umanamente opportuno che l’Italia per bocca delle proprie massime istituzioni (e probabilmente il mondo) si aspetta: l’estradizione.


Con rispetto

Roberto Ciaccia - padre di Benedetta Ciaccia, assassinata a Londra nel 2005 da vile mano terrorista.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 26 gennaio 2009 - 2313 letture