SEI IN > VIVERE ITALIA > ATTUALITA'
articolo

India: votare per chi crede a laicità e democrazia

2' di lettura
2144

india

I vescovi indiani hanno lanciato un appello per chiedere di votare per “quei candidati che credono nei principi della laicità e della democrazia”.

Nel giorno in cui il governo rende note le date per le elezioni generali del Paese (dal 16 aprile al 13 maggio) i cristiani dell’India parlano ad una voce sola e chiedono ai partiti di garantire la sicurezza per le minoranze di fedeli sparsi nel Paese, di assicurare la partecipazione al voto, difendere la libertà religiosa, non lasciare impunite le violenze e le discriminazioni. Le confessioni cristiane hanno redatto un memorandum indirizzato a tutte le formazioni politiche. Lunedì lo hanno presentato allo stampa in una conferenza presieduta da mons. Vincent Concessao, arcivescovo di New Delhi, a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche i rappresentanti delle Chiese evangeliche, pentecostali e protestanti oltre che i responsabili di organismi come l’All India Catholic Union, il National Council of Churches in India e l’All Indian Christian Council (Aicc).


Siamo un piccolo numero - affermano i firmatari del memorandum -, ma abbiamo un grande impatto sulla vita della nazione attraverso i servizi educativi, sociali e sanitari e come voce degli emarginati e degli oppressi”. I leader cristiani ribadiscono la loro “fiducia nella democrazia”, l’impegno nella vita della società plurale e laica sancita dalla Costituzione del 1950, e “invitano tutto il popolo, specialmente i cristiani, a partecipare appieno al processo politico-democratico, incluso l’esercizio del diritto di voto alle prossime elezioni generali”.


Ai fedeli chiedono “di assicurarsi che i nostri nomi siano inclusi nelle liste elettorali”, ai partiti “un’adeguata rappresentanza delle nostre comunità nella selezione dei candidati”. “Gli elettori devono scegliere e promuovere i candidati senza precedenti penali, ha affermato mons. Stanislaus Fernandes segretario generale della Conferenza Episcopale Indiana, e coloro che sono veramente impegnati a favore dei giovani, delle donne, dei poveri e degli emarginati”. Un invito ad “essere fedeli alla lettera e allo spirito della Costituzione indiana”, al di là di “settarismi” e contro “le discriminazioni nei confronti dei cristiani tribali”, che chiedono “pari diritti”.


I vescovi auspicano che i futuri eletti si impegnino per “abolire il lavoro minorile, favorire la scolarizzazione dei bambini con incentivi, aiutare i genitori indigenti con garanzie finanziarie”. Pari attenzione è chiesta per la difesa della “parità di genere”, la tutela delle “risorse naturali come l’acqua, le foreste, i minerali, i fiumi”. L’India è la più grande democrazia del mondo, con 714 milioni di elettori. Attualmente è guidata dal Partito del Congresso del primo ministro Manmohan Singh.



india

Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2009 alle 23:52 sul giornale del 03 marzo 2009 - 2144 letture