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Piano casa: per Legambiente si torna agli anni \'60

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Dopo varie trattative con gli enti locali, l’accordo tra Governo e Regioni è stato raggiunto durante la riunione del Cipe di venerdì scorso. Al piano di edilizia abitativa sono stati assegnati 550 milioni.

Le Regioni si sono contemporaneamente impegnate a ritirare i ricorsi precedentemente presentati alla Corte Costituzionale a causa del taglio di risorse destinate all’edilizia sociale. Gli enti locali esigevano infatti il trasferimento dei fondi, stanziati durante la scorsa legislatura, per dare un impulso anticiclico al settore delle costruzioni, gravato dalla crisi economica. Il Cipe ha deliberato lo sblocco di 200 – 250 milioni di euro, cifra su cui era già stato raggiunto l’accordo lo scorso 26 febbraio in sede di Conferenza delle Regioni.


Un buon punto di partenza secondo il presidente Vasco Errani, secondo il quale saranno privilegiati gli interventi immediatamente cantierabili. Dopo le critiche dei partiti di opposizione, anche Legambiente nutre serie preoccupazione: “Sembra di tornare alle ‘Mani sulla città’ di Francesco Rosi, al ricordo di come in barba a qualsiasi norma, Piano o Regolamento edilizio negli anni \'60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri. Sono pagine di storia del nostro Paese che hanno creato edifici e periferie squallide, dove l\'edilizia ha creato ricchezza solo per gli speculatori e case invivibili”. Per Legambiente non è questa la ricetta per rilanciare l\'economia e fare dell\'edilizia il motore di uno sviluppo economico che sa cogliere le sfide dell\'innovazione.


\"Pensare di premiare con il 20-30% di aumento di cubatura interventi che verrebbero realizzati in deroga a Piani urbanistici e regolamenti edilizi significa rendere più brutte e invivibili le città italiane e premiare gli speculatori”, ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Urbanistica di Legambiente. Per Legambiente bisogna guardare agli altri Paesi europei per rilanciare l\'economia attraverso l\'innovazione del settore edilizio, tutti i governi stanno investendo in green jobs e interventi di qualità a favore dell\'ambiente mentre il governo italiano, in modo del tutto miope e sconsiderato, continua a proporre soluzioni di bassissima lega condannando l\'Italia alla definitiva distruzione del suo più pregiato e insostituibile patrimonio.



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Questo è un articolo pubblicato il 11-03-2009 alle 01:26 sul giornale del 10 marzo 2009 - 2946 letture