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Crisi: sì a tassa su ricchi per sostegno ai poveri

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Il segretario del PD, Franceschini, ha lanciato la proposta di introdurre ‘una tantum, una tassa sui redditi più alti per venire incontro a chi nella crisi finanziaria si trova in difficoltà.

La solidarietà dei più ricchi nei confronti dei più poveri è una ‘regola aurea’ della democrazia e della cittadinanza, fin dall\'antichità”. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani esprimono il loro apprezzamento per la proposta avanzata da segretario del Partito Democratico Dario Franceschini di introdurre una tassa di solidarietà \'una tantum\' sui redditi più alti, per venire in aiuto alle fasce più povere degli italiani che si trovano in ulteriore difficoltà a causa della crisi.


Non riesco a capire lo scandalo di molti rispetto a una proposta di questo tipo, afferma il presidente nazionale Andrea Olivero. E\' giusto che in un momento di fatica chi gode di più dei benefici del benessere si faccia carico di chi è in affanno: è una regola aurea della cittadinanza fin dall\'antichità, oltre a rispondere al principio evangelico della solidarietà. Per questo mi aspetto un\'apertura da parte del Governo, che già una volta, del resto, ha dimostrato di non rifiutare questa logica del togliere ai più ricchi per dare ai più poveri. A ben vedere questa sarebbe per il governo una seconda \'Robin Hood Tax\'”.


Le Acli erano tra le associazioni presenti all\'incontro di questa mattina a Roma per rendere conto, dal proprio osservatorio, della fatica e del disagio con cui una parte della popolazione italiana sta subendo le conseguenze della crisi economica: “L\'idea di sostenere con questo fondo potenziale di 500milioni di euro il lavoro del Terzo Settore e dei Comuni, secondo quanto previsto dalla legge quadro 328, apre ad una logica di sussidiarietà e rilancia la prospettiva di un welfare comunitario che da sempre come associazioni andiamo sostenendo”.



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Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2009 alle 23:28 sul giornale del 13 marzo 2009 - 2076 letture