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Forum terzo settore: anche a noi soldi veri

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All’indomani della ‘polemica’ tra industriali e governo sulle sovvenzioni alle industrie anche il Forum del Terzo Settore scrive al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendo le stesse garanzie date al mondo degli industriali, in quanto il Terzo Settore è una realtà produttiva, dovute attraverso la donazione del ‘5 X 1000”.

Parliamo di 300 e più milioni di euro, afferma Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, che non sarebbero aiuti di Stato, ma il 5 x mille dell’Irpef che oltre 16 milioni di contribuenti ci hanno destinato con la dichiarazione dei redditi del 2007. Le associazioni infatti sono tra due fuochi: rispondono puntualmente alle crescenti domande di aiuto da parte dei cittadini ma non hanno i contributi del 5 x mille nè strumenti per esigere i crediti dagli Enti Pubblici con cui operano in convenzione e neppure godono, come le imprese, di facilitazioni per l\'accesso al credito”.


Inoltre il primo Consiglio Nazionale del 2009 del Forum del Terzo Settore ha rilanciato con forza quanto dichiarato al momento del suo insediamento (11 dicembre 2008): “Dare voce a chi non ce l’ha, a quella parte del Paese che il Ministro Sacconi aveva definito povertà assoluta, nemmeno individuata perché nascosta dalla mancanza di rappresentanza. Come affrontare la crisi è l’impegno più rilevante del nostro percorso attuale.


Tutte le associazioni segnalano un preoccupante aumento della domanda di aiuto da parte dei cittadini. Noi abbiamo la capacità di offrire risposte immediate e ciò rafforza il nostro ruolo di denuncia e di proposta. Per questo chiediamo al Governo l’immediata attivazione di un tavolo sulla povertà che, partendo dagli strumenti emergenziali d’intervento, affronti con noi il tema in una prospettiva di lungo respiro. Porteremo esperienza, dati, proposte: il valore aggiunto del nostro conoscere e rappresentare, in quanto parte sociale riconosciuta, proprio chi ha meno voce\".


Concludendo la sua relazione Andrea Olivero ha ricordato che: “Il terzo settore non è infatti soltanto un ‘gestore’ del sociale italiano, ma il motore dell’innovazione ed il più potente strumento di attivazione delle diffuse risorse della società. Dargli spazio nella pianificazione sociale è l’unico modo per affrontare davvero questa crisi nella prospettiva di un nuovo modello di sviluppo\".



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Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2009 alle 21:43 sul giornale del 19 marzo 2009 - 2060 letture