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Istanbul: nessun accordo su \'diritto di accesso all\'acqua\'

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Nessun accordo sul ‘diritto di accesso all’acqua’ al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi domenica 22 marzo a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi.

Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell\'acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il ‘diritto all’accesso all’acqua’, chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi. Nella giornata mondiale dell’acqua, il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato, senza riuscirci, di modificare il testo.


La dichiarazione finale afferma che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una ‘necessità umana fondamentale’, ma non un ‘diritto’: “La mancanza d’intervento sulle questioni che riguardano l’acqua non è un\'opzione, ha detto Clarissa Brocklehurst, referente Unicef per acqua, servizi sanitari e igiene. L\'accesso all\'acqua potabile e ai servizi sanitari è fondamentale per ogni aspetto della vita del bambino, dalla salute alla sopravvivenza e alla dignità. L\'acqua è una risorsa naturale limitata che può unire o dividere le comunità, è anche essenziale per garantire i diritti dei bambini”.


Durante la settimana tra conferenze e workshop ufficiali che hanno riunito governanti, funzionari Onu, dirigenti di multinazionali e esponenti della società civile si è arrivati alla bozza di dichiarazione finale che lascia perplessi. Secondo Guido Barbera presidente del Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale (Cipsi) che raggruppa 48 associazioni italiane “solo trenta delegazioni su duecento presenti hanno espresso consenso verso il testo conclusivo predisposto dagli organizzatori senza alcuna possibilità di modifica. Il documento non cita mai il concetto di diritto all’acqua e abbina il bene acqua alle problematiche energetiche, rafforzando ancor più il concetto di mercificazione di questo bene fondamentale ed indispensabile alla vita umana”.


Anche per il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, è fondamentale prestare maggiore attenzione alla gestione dell\'acqua nell\'agricoltura e aumentare il sostegno e l\'aiuto ai contadini nei Paesi in via di sviluppo per affrontare i connessi problemi della scarsità d\'acqua e della fame. Nel suo intervento al Forum ufficiale ha sottolineato che “il futuro dell\'acqua è in un\'agricoltura più efficiente. I milioni di agricoltori che in tutto il mondo producono il cibo che noi mangiamo devono essere al centro di ogni processo di cambiamento: hanno bisogno di essere incoraggiati e indirizzati a produrre di più con meno acqua. Ciò richiede investimenti e incentivi ben finalizzati, oltre ad un contesto politico adeguato”.


Infine il Presidente dell’Unicef Italia Vincenzo Spadafora ha detto: “La buona notizia è che l\'87% della popolazione mondiale, cioè circa 5,7 miliardi di persone nel mondo, sta oggi utilizzando acqua potabile proveniente da fonti migliorate. Tuttavia, ci deve far riflettere il fatto che al mondo più di 125 milioni di bambini sotto i cinque anni di età vivono in famiglie senza accesso ad acqua potabile. Un numero ancora maggiore di persone si trova senza servizi igienici, un totale di 2,5 miliardi di persone nel mondo, e questo mette a repentaglio la loro salute e la qualità delle acque di cui si servono”.


L\'Unicef sostiene programmi per acqua, servizi sanitari e igiene (Wash) in oltre 90 paesi in tutto il mondo, con una particolare attenzione per gli interventi semplici, economici e accessibili a livello di comunità e famiglie. I programmi Unicef Wash si concentrano sullo sviluppo sostenibile, soluzioni a lungo termine attraverso l\'utilizzo di tecnologie a basso costo come la raccolta di acqua piovana, latrine igieniche e la promozione di semplici prassi a livello familiare come il lavaggio delle mani con sapone e il trattamento dell’acqua potabile.



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Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2009 alle 22:15 sul giornale del 24 marzo 2009 - 4703 letture