Stati Uniti: niente tortura

bandiera usa stati uniti 4' di lettura 05/05/2009 - “Nessuno è al di sopra della legge”. Ecco cosa ha affermato Eric Holder, il procuratore generale degli Stai Uniti, mentre spiegava che la porta è aperta ai procedimenti legali contro alti funzionari dell’amministrazione Bush per la loro responsabilità sulla tortura dei prigionieri a Guantánamo e in altri posti.

Il presidente Barack Obama aveva inizialmente detto che non sarebbero stati puniti i responsabili del trattamento dei prigionieri. Poi però sono stati rilasciati i “memo” che sembrano incolpare alcune persone responsabili di avere dato gli ordini ed avere offerto giustificazioni legali per la tortura.

Due individui sono stati identificati come i responsabili principali per avere creato le giustificazioni legali. Si tratta di Jay S. Bybee e John C. Yoo. Il primo attualmente copre l’incarico di giudice federale americano ma aveva servito nell’ufficio del consiglio legale dell\'amministrazione Bush. Il secondo è professore di giurisprudenza all’Università della California a Berkeley ma temporaneamente insegna alla Chapman University nella California del Sud. Yoo aveva lavorato nell’ufficio del consiglio legale sotto la guida di Bybee. I due sono considerati responsabili dei “memo” scritti per giustificare metodi di interrogazioni che adesso vengono considerati tortura. In realtà è difficile determinare cosa vuol dire tortura, qualcosa che questi due legali americani hanno cercato di definire. In un memo Bybee spiega che la tortura può considerarsi tale se “infligge dolore che è difficile da sopportare” e se il dolore è equivalente a una “ferita fisica seria come il fallimento di organi vitali o persino la morte”. Ambedue Bybee e Yoo hanno evidentemente firmato il memo.

I rilasci dei memo segreti suggeriscono che gli Stati Uniti vogliano fare chiarezza su un aspetto della guerra al terrorismo che ha macchiato l’onore americano. Ovviamente la politica vede la questione da due punti diversi. Quelli di sinistra che gridano tortura e coloro che difendono l’amministrazione Bush. Per i secondi la mano dura va giustificata dicendo che bisognava affrontare un nemico che aveva ucciso tremila americani. Bisognava scoprire intelligence che avrebbe salvato vite umane e dunque metodi poco ortodossi erano necessari. Ecco come giustifica Yoo i suoi consigli legali. Secondo Yoo il 50% dell’intelligence nella guerra al terrorismo è emersa mediante le interrogazioni. È difficile fornire prove per questa asserzione. Alcuni esperti sostengono che i metodi duri come “water boarding”, il sentimento di annegamento usato contro alcuni prigionieri, non producono informazioni utili. Sotto tortura i detenuti rivelano informazioni vere o false con l’idea di porre fine al dolore.

Yoo continua a difendere il suo operato dicendo che i metodi usati nelle interrogazioni hanno impedito altri attacchi agli Stati Uniti. Questa è anche un’altra asserzione difficile da riallacciare alle interrogazioni. Yoo è stato molto vocale a difendersi accusando i suoi avversari di essere di sinistra. Ha persino affermato di essere contento di non insegnare almeno temporaneamente a Berkeley che lui ha descritto come la Repubblica Popolare di Berkeley, sottolineando la reputazione di sinistra dell’università.

Bybee è rimasto silenzioso sulla questione. Il Los Angeles Times però cita Tuan Samahon, che aveva lavorato per Bybee, dicendo che il giudice federale rimpiange di avere firmato il memo della tortura anche se bisogna mettere tutto nel contesto appropriato. Si riferisce naturalmente al clima di paura che sconvolgeva il Paese subito dopo l’undici settembre. La questione della tortura non è semplicemente una questione legale che è ciò che interessa a Holder o come la vede Yoo. Include anche la dimensione politica alla quale deve fare fronte il presidente Obama. Se poi Obama decide di metterla da parte la questione morale non andrà via.

Cinque cittadini spagnoli sostengono di essere stati torturati a Guantánamo. La giustizia spagnola dunque si sta interessando al caso. L’Associazione spagnola per la dignità dei prigionieri ha avviato un caso contro sei alti funzionari dell’amministrazione Bush. Includono oltre a Yoo e Bybee anche Alberto González, ex procuratore generale dell’amministrazione Bush. Il caso è stato presentato davanti al giudice investigativo spagnolo Baltazar Garzon, famoso per avere ordinato l’arresto dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet. Se un tribunale spagnolo condannerà i funzionari americani si tratterà di una giustizia morale perché il processo avverrà senza la presenza degli accusati. Solo la giustizia americana può fare chiarezza totale per porre fine a questo tragico capitolo della storia americana.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2009 alle 21:40 sul giornale del 05 maggio 2009 - 2050 letture

In questo articolo si parla di politica, Stati Uniti, tortura, Domenico Maceri