Eco-mafie 2008: oltre duemila denuncie e 7 miliardi di fatturato

1' di lettura 06/05/2009 - È stato presentato martedì a Roma il dossier “Ecomafie 2009” di Legambiente che denuncia 7 miliardi di fatturato, tutti soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini.




I reati ambientali fruttano ormai alla criminalità organizzata in Italia oltre 20 miliardi di euro l\'anno, soprattutto grazie al traffico di rifiuti, e nonostante la crisi economica aumenta il numero di \"imprese criminali\" che partecipano al business.

Gli \"ecomafiosi\" prosperano soprattutto nel sud Italia. La Campania è stabilmente in testa alla classifica dell\'illegalità ambientale secondo i dati raccolti nel 2008, seguita da Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio. Ma è proprio la regione di Roma a registrare un preoccupante aumento per quel che riguarda gli \"ecoreati\" legati allo smaltimento illecito dei rifiuti

Ogni anno in Italia svaniscono oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti, una montagna alta circa 1.900 metri con una base di tre ettari. I dati diffusi qualche settimana fa dall\'Europol, che confermano inoltre come il 71% dei traffici abbiano carattere internazionale in relazione alla movimentazione di rifiuti verso Paesi con un apparato penale più blando e con controlli meno efficaci.

‘‘Il fatturato totale dell\'ecomafia – ha dichiarato il responsabile dell\'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Sebastiano Venneri – non é mai stato così alto ed é cresciuto a livelli record proprio nell\'anno più nero per l\'economia mondiale\".





Questo è un articolo pubblicato il 06-05-2009 alle 16:37 sul giornale del 06 maggio 2009 - 2217 letture

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