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Decreto intercettazioni: allarme per la stampa online

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La Camera ha approvato il cosidetto \"maxi emendamento intercettazioni\", un ampio numero di nuove norme spesso sconosciute a molti. All\'interno della \"babele\" di novità infatti ve n\'è una che riguarda la stampa e non solo. Fra pochi giorni chiunque pubblichi qualsiasi cosa sul web e non solo, sarà soggetto a nuove restrizioni. Vediamo quali.

Il \"Decreto Intercettazioni\", che passa ora al Senato, è nell\'occhio del ciclone della stampa. A far infuriare infatti il \"quarto potere\" sono le tante restrizioni previste nel decreto. Dopo il monito lanciato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e dalla Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) le quali hanno chiaramente parlato di indebolimento di informazione, ora il rischio di restrizioni arriva per tutti gli utenti del web. Da chi utilizza Facebook a chi \"cinguetta\" su Twitter, da chi aggiorna un blog a chi si diverte con FriendFeed e soprattutto i giornali Online ed i loro commentatori.

Grazie ad una modifica del testo unico della radiotelevisione, qualsiasi contenuto sul web (ma logicamente anche su giornali, tv e radio), indipendentemente dalla natura giuridica dell\'autore (dal semplice cittadino, alle testate giornalistiche) è soggetto a una severa rettifica. Cioè chi scrive sul web è costretto da questa nuova norma a pubblicare entro 48 ore qualsiasi dichiarazione e rettifica relativa all\'argomento pubblicato. La rettifica o le dichiarazioni non possono essere vagliate ne accompagnate da un commento e quindi anche se false od offensive devono essere pubblicate così come sono. Per assurdo un semplice aggiornamento di Twitter (servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti al proprio status con messaggi di testo) sarà obbligato a \"ri-twittare\" eventuali rettifiche. Stesso discorso per Facebook, blog e logicamente stampa online. Tutto ciò senza possibilità di vagliare le dichiarazioni di risposta. E se non si pubblicano le rettifiche? Partono immediatamente delle sanzioni.

\"Siamo senza dubbio già oltre il livello di costituzionalità di una legge -sottolinea Valentino Spataro dal suo Podcast- è un testo che procurerà molti problemi e qualcuno solleverà anche dubbi di costituzionalità. E\' una norma evidentemente incostituzionale. Si danno poteri a persone che evidentemente ne potranno abusare. Inoltre le pesanti sanzioni scattano in maniera tempestiva. Chi chiederà a voi una rettifica o una dichiarazione su qualcosa che avete scritto, entro 48 ore dovrete pubblicarla o altrimenti arriveranno sanzioni. Una norma che blocca le attività su internet.\"


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Questo è un articolo pubblicato il 12-06-2009 alle 15:35 sul giornale del 12 giugno 2009 - 3907 letture